Bologna FC
Sotto la pioggia e sotto il sole – Bologna-Inter è un chiaro-scuro
Come valutare Bologna-Inter 1-3? Un buon primo tempo è seguito da un crollo nel secondo, in cui sono emersi limiti momentanei e (probabilmente) strutturali dei rossoblù.
Eccoci qui a parlare, stavolta diffusamente, di una partita che ha rispecchiato fedelmente il nome della nostra rubrica, “sotto la pioggia e sotto il sole”: Bologna-Inter 1-3.
Ieri è stato “sole” accecante per 45 minuti, un primo tempo in cui abbiamo annichilito l’Inter, giocando un calcio spumeggiante e creando, dopo il gol esplosivo e straripante di Pobega, diverse occasioni per andare due a zero, compresa una traversa, sempre di Pobega, che grida ancora vendetta.
Poi, dopo l’immeritato, seppur bellissimo, gol del pareggio, venuto a fine primo tempo con l’unica azione degna di nota di una capolista in forte difficoltà, nel secondo tempo per il Bologna è scesa la notte, sotto forma di una “pioggia” incessante di passaggi interminabili, azioni pericolose e gol (due buoni e uno annullato).
Un bel primo tempo lascia posto a un secondo tempo difficoltoso
Ma soprattutto, l’assedio dei secondi 45 minuti ci ha fatto capire, se mai ce ne fosse bisogno, quanto siamo lontani dal poter competere ad alto livello.
E allora cosa facciamo? Mi vengono spontanee due domande.
Ci aggrappiamo alla dolce sensazione di aver creato problemi all’Inter per un tempo, confidando nel fatto che la condizione fisica della squadra, che al momento fatica a tenere il campo per un’ora, possa migliorare, permettendoci di fare il salto di qualità con squadre più abbordabili?
Oppure pensiamo che gli stimoli di avere di fronte un avversario fortissimo abbiano fatto spremere il massimo per 45 minuti a una squadra che ha limiti evidenti in tutti i reparti e che, quando dovremo costruire gioco con squadre di pari livello, verranno nuovamente fuori tutti i problemi di organico già evidenziati nelle scorse settimane?
Difficile rispondere. Di sicuro, pur confortati da una prima frazione in cui sembrava di aver riportato indietro le lancette agli anni scorsi, le preoccupazioni ci sono.
Il Bologna lascia alcune preoccupazioni intatte
La nostra difesa a tre era imperniata sabato, per due terzi, su un giocatore di 37 anni che può vantare un passato glorioso ma che non ha la macchina del tempo e su un centrale che quest’estate abbiamo cercato di vendere in tutti i modi e che, inspiegabilmente, ora dovrebbe essere un pilastro del pacchetto difensivo.
E il rischioso centrocampo a due, scarsamente supportato dai terzini, ha tenuto bene per un tempo, soprattutto grazie allo strapotere fisico di Pobega, per poi sparire completamente nella ripresa, quando non abbiamo neanche capito dove stava andando la palla e siamo spariti dalle rotte.
Sufficiente, anche se spesso poco lucida, la partita di Cambiaghi e lunga vita a Bernardeschi, unico giocatore in grado, seppure solo a sprazzi (ma diversamente sarebbe un pilastro della nazionale), di cambiare ritmo alle azioni e di accendere la luce in attacco.
Per quanto riguarda il centravanti, sfortunato Piccoli (comunque sempre combattivo, anche se mi sembra che purtroppo i suoi limiti siano evidenti), inconsistente Enem, la cui ora in campo, nonostante la stazza, è passata inosservata e non giudicabile il fantasma Dovbyk, lontano ricordo del giocatore che fu in Spagna.
Non voglio essere del tutto pessimista e mi aggrappo ai pensieri delle 18.45 di sabato pomeriggio, in cui speravo che il Bologna visto fino a quel momento e il bellissimo tramonto con sfumature rosse e blu fossero il segnale della nostra rinascita, però non posso fare a meno di ricordare che al ritorno in campo sembravamo l’Armata Brancaleone, in balia di avversari che hanno scherzato senza infierire, giocando come il gatto col topo.
Bologna-Inter e non solo: la verità sta nel mezzo
Amici miei, probabilmente la verità sta nel mezzo, come spesso accade.
Siamo una squadra allenata da un Mister che sa il fatto suo, che è piena di buona volontà e che a sprazzi ci darà anche qualche piccola soddisfazione, ma le nozze coi fichi secchi non si possono fare e, per risolvere i problemi del nostro organico dilaniato dalle cessioni e dalle plusvalenze (vero Saputo e Fenucci?), servirebbe un miracolo, che ritengo alquanto improbabile.
Oppure servirebbe che tutti, ma dico tutti i nostri giocatori, facessero il campionato della vita, trovando un’alchimia di squadra che al momento è solo un lontano miraggio.
Io, da parte mia, provo a metterci un pizzico di magia, con una formuletta magica ripescata dagli anni in cui cominciai a tifare per i nostri colori. SIM SALA BIM, vecchio Bologna, prova a sorprenderci con effetti speciali fin da sabato pomeriggio.
E noi ci rivedremo, sempre su questi schermi, martedì 27, per commentare Cagliari-Bologna e per parlare della trasferta del giorno dopo a San Siro col Milan.
Forza Bologna, sempre, sotto la pioggia e sotto il sole.
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