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Stadio – Plusvalenze Juve: la Procura chiede l’archiviazione per il caso Orsolini

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Buone notizie sul fronte giuridico per i Rossoblù: la Procura bolognese ha chiesto infatti al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione per il fascicolo aperto per quanto concerne la recompra di Orsolini tra Bologna e Juventus. Il caos delle ultime settimane che ha travolto i Bianconeri legato alle plusvalenze (con annessa esclusione dalla Conference e multa di 20 milioni di euro) per il momento non ha intaccato la società di proprietà Saputo. 

CRONISTORIA 

L’incipit dell’inchiesta è legato ad un promemoria datato 11 luglio 2019, spuntato nel corso delle indagini sul club piemontese facenti parte dell’inchiesta denominata “Prisma”, un caso legato alle plusvalenze ottenute dalla Juventus tra i movimenti di mercato di suoi attuali ed ex giocatori e sulle manovre stipendi portate avanti durante la gestione agli inizi della pandemia di Covid-19. All’interno di tale promemoria, sarebbe stata presente un’opzione per il riacquisto di Orsolini da parte dei Bianconeri a 26 milioni di euro entro il 2020, oppure 30 milioni entro il 2021, un’eventualità poi non verificatasi. Inoltre, sempre nel suddetto foglio, sarebbero presenti due firme “illeggibili e non immediatamente identificabili”, non appartenenti a nessun dirigente del Bologna e della Juventus avente potere di firma, ossia Fenucci e Gabasio, ma, soprattutto, nessuna firma da parte di Orsolini, richiesta necessaria da regolamento per permettere tale tipologia di trattativa in quanto il giocatore era ed è ancora di proprietà dei felsinei. 

IL RESPONSO 

Gli elementi indicano un possibile gentlemen agreement, ossia un patto informale tra le due parti, ma non un atto civilisticamente rilevante per effetti contabili, e l’omissione del deposito in Lega mina la validità dell’affare. Il promemoria oggetto dell’indagine, secondo i pm Caleca e Amato, “manca di giuridica, documentata esistenza e azionabilità in caso di dissenso o inadempimento”, la struttura e la firma non consentono di considerarlo “contratto” azionabile. Il caso “deve concludersi per l’insussistenza di elementi conducenti a ritenere una condotta penalmente rilevante, tantomeno inquadrabile nel paradigma del falso in bilancio”. Secondo quindi la Procura, la cessione di Orsolini avvenuta nel 2019 “non è controversa né in discussione”. In casa Bologna si possono dormire sonni tranquilli. 

Fonte: Giorgio Burreddu, Corriere dello Sport – Stadio

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