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Stadio – Una colonna chiamata Adama Soumaoro

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Bologna FC 1909


Non lo senti, ma lo vedi. Adama Soumaoro è questo: un tipo di poche, pochissime parole, ma di tanti fatti. Da quando è tornato dall’infortunio che lo aveva messo fuori per tutto il mese di febbraio, c’è più sicurezza nel reparto, ed è assolutamente normale. Adama sbarca a Bologna nel gennaio 2021 dal Lille, e a poco a poco si è preso un posto che anche quando sembrava essergli stato tolto poi si riguadagnava a suon di prestazioni che lo hanno portato esattamente dove è ora: al centro del progetto del Bologna.

La solidità che il numero 5 trasmette nel reparto difensivo Rossoblù la troviamo nei numeri della sua partita di domenica contro l’Udinese: 85 passaggi completati su 86 tentativi, 0 contrasti persi e 0 duelli aerei persi. Ricordiamo che tra lui e Lucumì c’era un certo Norberto Beto, uno che si è saputo imporre tra tutte le difese in Serie A, ma con Adama non si passa. Da quando è tornato a formare la coppia centrale con Lucumì ha visto la fascia di capitano scorrere sul braccio proprio del colombiano: poteva forse lamentarsi, per un discorso di anzianità nella squadra, ma lui niente. È fatto così Adama: chi lo conosce bene lo descrive come un tipo timido ma solare, uno che non crea problema e anzi, fa quello che deve fare senza lamentarsi troppo. La lingua per lui è ancora un ostacolo, e con un carattere come il suo certamente il rischio che ne risenta c’è, vedi lo scorso anno quando Mihajlovic lo mise in panchina per un paio di giornate proprio per un problema comunicativo nel reparto, che deve avere una guida anche vocale. Ma lui, a testa bassa e con il lavoro, si riprese il suo posto e anche in modo definitivo, così con Sinisa come con Thiago. Proprio lo staff dell’italo-brasiliano, formato quasi completamente da francesi, gli ha dato una grossa mano perché ora Adama ha con chi interfacciarsi nella sua lingua madre, e non poteva che trarne beneficio. Motta non ha mai nascosto gli elogi per un giocatore che chiunque vorrebbe in squadra per il lavoro che fa: attento in difesa, si impone sugli attaccanti, non rischia quando è in situazioni pericolose e sa anche quando fermare l’azione con un fallo. Adama con questo dimostra di sfruttare appieno le sue capacità, senza spingersi troppo oltre in tecnicismi che potrebbero portare uno svantaggio alla squadra (anche se memorabile rimane la sua ruleta in Bologna-Spezia di quest’anno).

Siamo ormai a 70 presenze in Rossoblù per un ragazzo che, da quanto filtra dal quartier generale Felsineo, è un impeccabile professionista, che non ha mai fatto un ritardo o creato una discussione ma, anzi, si dedica soltanto al lavoro e alle sue passioni, come l’NBA ad esempio. In un reparto dove l’abbondanza non manca, Motta sa che affidarsi ad uno come Adama Soumaoro è fondamentale, e se lo vuole tenere molto stretto.

Fonte – Giorgio Burreddu, Corriere dello Sport – Stadio

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