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Bologna

Una questione delicata

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Il tabù è caduto. E’ successo. Non si sapeva se e quando, fino a che la risposta è arrivata. Sono da poco passate le 17 di martedì 6 settembre 2022.

L’esonero di Sinisa Mihajlovic divideva, divide e continuerà a dividere: una questione complicata ma al tempo stesso delicata, difficilmente riassumibile in rapidi ragionamenti.

O forse, invece, bastano davvero poche parole? Questa volta no. Quando Saputo parla di decisione sofferta è genuino, non potrebbe essere altrimenti.

Ignorando chi non riesce ad andare oltre un lessico becero, i pensieri diffusi tra i tifosi del Bologna che hanno sempre rispettato il mister si muovevano sulla direttrice: giudicare Sinisa che fa di mestiere l’allenatore di calcio, come da lui chiesto e non far mancare l’affetto alla persona sofferente.

Sia ben chiaro: questo dogma adesso non viene meno, anzi si rafforza.

Finché il campo non mette in maniera lampante in discussione l’allenatore, la stasi prevale, accontentandosi, fino a un certo punto, di risultati mediocri ma quando questi ultimi vengono a mancare il dibattito si infiamma e la società si interroga seriamente. Facendo quali considerazioni? Etiche e morali soprattutto, quelle tecniche, si esauriscono in meno tempo. Sollevare dall’incarico chi ne fa la sua ragione di vita (parole del mister) al momento? No mai. Poi però le cose, sempre sportivamente parlando, vanno male ed una scossa in panchina potrebbe risollevare una formazione indebolita ma ancora in rodaggio.

Il discorso di salvaguardia dell’immagine non è secondario, ma, di nuovo, quale è il limite? Basta uscirne “bene”? E poi, cosa significa “uscirne bene”? Non esistono risposte perché parliamo di interrogativi altroché banali nella quale entrano in gioco argomenti quali: l’etica sul posto di lavoro e la salute, cose che non vorrebbe nessuno associate al calcio e nemmeno ad altro, ma che purtroppo la realtà ci riporta. Lo stipendio milionario passa, con i dovuti “sebbene”, in secondo piano.

Fuori dalla Bologna rossoblu la scelta sta già diventando “affaire” dai caratteri inquisitori, tra le fila del tifo, invece, tanti ragionamenti sono stati fatti e forse più di tutti proprio i fedelissimi possono comprendere la scelta della società (che andasse presa prima o dopo non è argomento pertinente al discorso, a questo discorso), continuando a gridare: FORZA SINISA!

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