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Nuovo Presidente FIGC, quando saranno le elezioni? La data e il sistema elettorale

Dopo le dimissioni al vertice della FIGC, la Federcalcio si prepara al voto federale di giugno: al via la corsa alla presidenza e alla nuova governance del calcio italiano.

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Gabriele Gravina, presidente FIGC, pensa a una riforma degli arbitri
Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC

Le dimissioni di Gabriele Gravina aprono ufficialmente una nuova fase per la FIGC, che attende le elezioni. L’annuncio, arrivato durante il vertice con le componenti federali, è stata accompagnato dalla decisione di fissare al 22 giugno la data delle elezioni per la nuova governance del calcio italiano.

Una scadenza scelta, come spiegato nella nota federale, per rispettare lo Statuto e consentire alla futura dirigenza di completare le procedure d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

Il percorso verso le elezioni della FIGC

Il percorso verso l’elezione del nuovo presidente è già scandito da passaggi precisi. Il primo è la presentazione delle candidature, che dovranno arrivare entro il 13 maggio, quaranta giorni prima dell’assemblea elettiva. Non basterà però la semplice volontà personale: ogni candidatura dovrà essere sostenuta da una componente federale e accompagnata da un documento programmatico che delinei il progetto per il quadriennio olimpico.

Inoltre, sarà necessario l’accredito di almeno la metà più uno dei delegati assembleari di almeno una Lega o componente tecnica. Un requisito che rende indispensabile la costruzione preventiva di alleanze e convergenze.

Come si legge il presidente federale

Il sistema di voto conferma il peso delle diverse anime del calcio italiano. L’assemblea elettiva conta complessivamente 516 voti, distribuiti secondo il peso delle componenti. La LND rappresenta la quota maggiore con il 34% dei voti, seguita dai calciatori con il 20% e dalla Lega Serie A con il 18%. Allenatori col 10%, Lega Pro col 12% e Serie B col 6% completano la mappa del consenso, delineando un equilibrio complesso in cui ogni blocco può risultare decisivo.

Il nuovo presidente sarà eletto con la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, comprese le schede bianche, mentre saranno esclusi i voti nulli. Un meccanismo che impone ai candidati di puntare a un consenso ampio e trasversale, capace di unire professionismo e dilettantismo, dirigenti e tecnici, calciatori e allenatori.

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