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Tutte le priorità tecniche e tattiche che il calciomercato può offrire al nuovo Bologna di Tedesco

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Stadio Dall'Ara di Bologna
Stadio Dall'Ara di Bologna (© Depositphotos)

Il Bologna riparte da Domenico Tedesco e da una domanda precisa: come trasformare una rosa già competitiva in una squadra davvero aderente alle idee del nuovo allenatore? Il club ha ufficializzato il tecnico con un contratto fino al 2028 e opzione per un’altra stagione, affidandogli un gruppo che negli ultimi anni ha alzato ambizioni, intensità e livello tecnico.

Il punto non è rifondare, ma correggere. Tedesco eredita una base interessante, con esterni offensivi di qualità, attaccanti diversi per caratteristiche e difensori giovani o in crescita. Ma il mercato dovrà dare risposte in ruoli chiave: un centrale difensivo di costruzione, almeno un centrocampista pronto per ritmo e pressione, un esterno offensivo capace di garantire profondità e, forse, un portiere se dovesse cambiare qualcosa nelle gerarchie. Non a caso Claudio Fenucci ha sottolineato come, con il cambio di guida tecnica, serva tempo per assorbire principi e metodo di lavoro, ma anche la capacità di arrivare subito pronti.

Una rosa già ricca davanti, ma da rendere più funzionale

La prima lista del raduno racconta bene la fotografia del Bologna: Skorupski e Ravaglia tra i portieri, una difesa con Casale, De Silvestri, Ilic, Helland, Holm, Miranda, Vitik e Zortea, un centrocampo ancora da completare attorno a profili come El Azzouzi, Odgaard e Pobega, e un attacco molto popolato con Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Domínguez, Orsolini e Rowe.

È proprio questa abbondanza offensiva a rendere delicato il lavoro di Sartori e Di Vaio. Tedesco può partire da un 4-2-3-1, da un 3-4-2-1 o da una struttura ibrida: il modulo, per un allenatore come lui, è meno importante delle connessioni. Servono giocatori che sappiano pressare in avanti, occupare gli half-spaces, attaccare la profondità e reagire subito alla perdita del pallone. La rosa ha talento, ma va ordinata per funzioni: chi porta palla, chi rompe la linea, chi viene dentro al campo, chi garantisce ampiezza.

Difesa: il centrale mancino è la priorità più logica

Il reparto arretrato sembra il primo vero snodo del mercato. Le voci su Jhon Lucumí, indicato tra i profili potenzialmente in uscita, impongono al Bologna di ragionare su un sostituto non solo numerico ma tecnico. Il nome di Diogo Leite, centrale mancino in uscita dall’Union Berlino, è stato accostato ai rossoblù proprio come possibile profilo adatto a Tedesco, anche per familiarità con il contesto Bundesliga.

La logica tattica è chiara: se Tedesco dovesse alternare linea a quattro e difesa a tre, avrebbe bisogno di un difensore capace di giocare sul centro-sinistra, pulito nel primo passaggio e forte nella difesa in avanti. Non basta un marcatore puro. Al Bologna serve un centrale che sappia alzarsi, portare palla e rompere la prima pressione, perché il nuovo allenatore chiede alla squadra di stare corta e coraggiosa. In questo senso, il ruolo del difensore mancino diventa strategico: consente a Miranda di spingere senza lasciare buchi, dà equilibrio alla costruzione e permette alla squadra di uscire meglio quando gli avversari pressano alto.

Centrocampo: manca un motore da pressione e gestione

Il secondo intervento riguarda la mediana. Tedesco ha spesso lavorato con doppi pivot dinamici o con strutture a tre in fase di costruzione, chiedendo ai centrocampisti di essere aggressivi dopo la perdita e lucidi nella prima verticalizzazione. Le analisi tattiche sul suo lavoro a Lipsia e in Belgio evidenziano proprio l’importanza del contro-pressing, della compattezza centrale e della capacità di recuperare palla in zone alte.

Per questo il Bologna non può limitarsi a cercare un “regista” tradizionale. Serve un centrocampista che regga intensità, duelli e letture preventive. Peer Koopmeiners e Orel Mangala sono stati indicati tra i profili seguiti, mentre Fabio Miretti è un altro nome accostato ai rossoblù per alzare qualità e rotazioni in mezzo.

La questione è anche numerica. Se Freuler dovesse salutare o non essere centrale nel nuovo progetto, il Bologna perderebbe esperienza, tempi di gioco e gestione emotiva. Ferguson resta un riferimento tecnico e caratteriale, Moro garantisce ordine, Pobega fisicità, ma il centrocampo di Tedesco ha bisogno di almeno un innesto capace di tenere insieme entrambe le fasi. Senza quel profilo, il rischio è avere un attacco forte ma una squadra troppo lunga.

Esterni e trequarti: trattenere Orsolini e blindare Rowe vale quanto comprare

Il mercato non sarà fatto solo di entrate. La priorità del Bologna, in alcune zone del campo, è non indebolirsi. Orsolini è considerato un elemento che Tedesco non vorrebbe perdere, mentre il club continua a ragionare sul rinnovo. Rowe, reduce da una stagione importante, è un altro giocatore da proteggere dalle sirene di mercato.

Tatticamente, Orsolini è prezioso perché può restare largo, venire dentro sul mancino e dare gol. Rowe porta strappo, conduzione e imprevedibilità. Bernardeschi, invece, offre esperienza e letture tra le linee. In una squadra di Tedesco, questi profili non sono intercambiabili: servono combinazioni, non doppioni.

Ecco perché l’interesse per Jaden Philogene-Bidace, esterno dell’Ipswich, va letto come un segnale tecnico. Il Bologna cerca ali capaci di saltare l’uomo e produrre numeri: Philogene è stato accostato ai rossoblù dopo una stagione da 13 gol e 2 assist in 36 presenze, mentre Rowe ha chiuso il primo anno a Bologna con 8 gol e 5 assist in 43 partite.

Un altro esterno avrebbe senso soprattutto in caso di uscita di Domínguez o se Cambiaghi dovesse ricevere offerte importanti. Ma la priorità, prima ancora di aggiungere, è dare continuità alle certezze.

Attacco: Castro è il bivio più delicato

Il nome più pesante resta Santiago Castro. Il Corriere dello Sport ha indicato l’argentino come possibile sacrificabile per finanziare il mercato, pur sottolineando come Tedesco ne apprezzi il potenziale.

Qui il Bologna deve fare una scelta di strategia. Castro è un centravanti moderno: attacca l’area, lavora spalle alla porta, si muove per aprire spazi agli esterni. Dallinga offre un profilo più da finalizzatore, Odgaard può muoversi tra attacco e trequarti, ma Castro sembra il giocatore più adatto a collegare pressione, profondità e rifinitura. Venderlo avrebbe senso solo davanti a un’offerta davvero alta e con un sostituto già pronto.

Tedesco non ha bisogno soltanto di una punta da gol: ha bisogno di un primo difensore, di un riferimento mobile e di un attaccante che sappia dialogare con gli esterni. Per questo la cessione di Castro sarebbe tecnicamente più pesante di quanto dica un semplice saldo di mercato.

Porta e corsie laterali: interventi condizionati dalle uscite

Tra i pali, Skorupski resta una garanzia, ma il nome di Wladimiro Falcone è stato accostato al Bologna come possibile profilo da valutare in caso di evoluzioni nel reparto. Da valutare, peraltro, la situazione del giovane Pessina, che nella scorsa annata si è messo in mostra giocando alcune partite interessanti. Non sembra la priorità assoluta, ma è un tema da monitorare: una squadra che vuole pressare alta ha bisogno di un portiere affidabile anche nella gestione della profondità e nella prima uscita bassa.

Sulle corsie, invece, il Bologna ha alternative ma deve capire quale struttura vuole consolidare. Zortea, Holm, Miranda e un De Silvestri fresco di rinnovo coprono funzioni diverse. Se Tedesco userà spesso la difesa a tre, serviranno quinti con gamba e continuità; se partirà dalla linea a quattro, conteranno di più equilibrio e letture difensive. In entrambi i casi, un laterale sinistro di prospettiva potrebbe avere senso, soprattutto se il mercato offrirà occasioni sostenibili.

Il Bologna nell’ambito delle scommesse sportive

Dopo una stagione precedente terminata in chiaroscuro, con risultati altalenanti in campionato ma anche un buon percorso in Europa League e Supercoppa italiana, il nuovo Bologna non vuole perdere le sue peculiarità e caratteristiche anche in vista del campionato. Al momento è chiaramente difficile dire quale sarà la squadra favorita per lo Scudetto, ma gli strumenti dei comparatori di quote possono dare una mano nell’orientamento tra quote e pronostici.

Essi, peraltro, possono dare informazioni, dati e statistiche anche sul calendario delle partite Serie A di oggi già presenti nei palinsesti dei portali più importanti, in modo tale da poter osservare quote e analisi in vista dell’inizio della stagione.

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