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B.Engineering, meteora da sogno della Motor Valley

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Youtube.com @EdonisCars

Uno dei marchi più misteriosi della Motor Valley. Della B.Engineering non si sa quasi nulla, ma l’unico prodotto della casa modenese, l’Edonis, rappresenta una delle più belle e intriganti sfide automobilistiche del nostro paese; una supercar di cui negli anni si sono perse le tracce, ma che ha lasciato sbalordito chiunque vi si sia messo al volante.

Dalle ceneri della Bugatti

Nel 1995, il proprietario della Bugatti Romano Artioli non è più in grado di far fronte alle forti difficoltà economiche dell’azienda ed è costretto a dichiarare bancarotta. In una situazione che sembra disastrosa, l’ex-direttore internazionale della Bugatti Jean-Marc Borel vede un’opportunità: il francese pensa di produrre una supercar mettendosi in proprio, e fonda quindi la Borel Engineering, o più semplicemente B.Engineering. L’idea iniziale è quella di produrre una vettura che possa competere con la Lotus Elise, ma le finanze non lo permettono; la svolta arriva quando decide di rilevare gli ex stabilimenti della Bugatti di Campogalliano, in provincia di Modena. Per la buona riuscita del progetto, è fondamentale anche il lavoro di Nicola Materazzi, ex ingegnere della Bugatti con un passato alla Lancia e alla Ferrari; negli anni a Maranello, lavorò anche alla progettazione della leggendaria F40. Negli stabilimenti modenesi sono ancora conservati alcuni telai della EB110, modello di punta della Bugatti nei primi anni Novanta; si decide quindi di produrre una supercar ad essa ispirata, sfruttando al massimo l’esperienza di Materazzi, che già conosceva le caratteristiche dei telai e dei motori V12 Bugatti. 

La Bugatti EB 110, il cui telaio ha ispirato la progettazione della Edonis
La Bugatti EB 110, il cui telaio ha ispirato la progettazione della Edonis (source: bugatti.com)

Nasce l’Edonis

Materazzi apporta qualche modifica al telaio e potenzia ulteriormente il motore, che viene portato addirittura a 720 cavalli: dopo neanche un paio di mesi di lavoro a ritmi serrati la vettura, che viene chiamata Edonis, è pronta. Quando viene portata per la prima volta in pista sul circuito di Nardò, i risultati sono sbalorditivi: l’Edonis sfiora i 360 km/h, toccando quota 359,6. L’auto lascia a bocca aperta tutti i collaudatori che si mettono alla sua guida: ci sono tutti i presupposti perché l’Edonis diventi un punto di riferimento del mercato automobilistico. 

Tuttavia, questo non accadrà mai. L’Edonis viene presentata nel 2001 in molti dei principali Saloni automobilistici, con l’obiettivo di mettere in commercio una ventina di esemplari; il processo viene però rallentato da una serie di trattative tra Borel e altri gruppi interessati ad acquisire la proprietà del marchio e dell’Edonis: la fase di stallo non si sblocca più e spedisce l’Edonis in un limbo che dura ben 17 anni. 

La Edonis, gioiello della B.Engineering
La Edonis, gioiello della B.Engineering (source: youtube.com @EdonisCars)

La rinascita della Fenice

Dopo quasi 20 anni in cui non si hanno più notizie sull’Edonis, la svolta arriva nel 2018, quando il gruppo americano Casil Motors, con una serie di finanziamenti importanti, spinge la B.Engineering a rimettersi al lavoro: il nuovo progetto, che riprende in larghissima parte quello originale, prende il nome di SP110 Edonis Fenice. Le specifiche fondamentali del propulsore V12 biturbo da 3,8 litri e 720 cavalli messo a punto dall’Ingegner Materazzi non vengono alterate; viene inoltre pubblicizzato anche un inedito bodykit denominato “Rinascita”, con linee più sinuose rispetto all’originale. Ancora una volta però, quando tutto sembra pronto per il suo ritorno, l’Edonis scompare: da allora non si hanno più sue notizie, e il fantastico prodotto della B.Engineering sembra destinato a rimanere nient’altro che un bellissimo sogno. 

La B.Engineering SP 110 Edonis Fenice nella versione Rinascita
La B.Engineering SP 110 Edonis Fenice nella versione Rinascita (source: youtube.com @EdonisCars)

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