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Come hanno performato i predecessori di Hamilton in Ferrari?

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fia.com

Solo cinque piloti nella storia della Ferrari si sono presentati a Maranello da campioni iridati. Di questi, solo due sono riusciti a vincere il mondiale con la Rossa: Juan Manuel Fangio nel 1956 e Michael Schumacher dal 2000 al 2004. Lewis Hamilton sarà il sesto a provare a vincere per il Cavallino, ma reggerà il confronto con chi coloro a cui era stato assegnato lo stesso compito?

Non è incluso Nino Farina, vincitore del primo Mondiale di F1 nel 1950, poiché aveva già corso per la Ferrari negli anni ’30.

I Campioni

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La tabella mostra i piloti arrivati in Ferrari dopo aver vinto il Mondiale. Curiosamente, Hamilton sarà il primo quarantenne dai tempi di Fangio

Enzo Ferrari non ha mai amato ingaggiare piloti con titoli mondiali in bacheca. Questo si deve a due principali fattori: 

  1. Il bisogno di dimostrare che quando un pilota vince, lo fa perché guida una Ferrari (esempio eclatante la “costruzione” di Villeneuve)
  2. La teoria della parabola del campione (firmata da Ferrari stesso) secondo cui un pilota, una volta raggiunto l’obiettivo del Mondiale, perderebbe la concentrazione necessaria per vincerne un altro.

L’unico a fare eccezione è stato Fangio, il quale ha vinto nel primo e unico anno corso per il Grande Vecchio.

Nelle gestioni successive c’è stato un cambio di rotta, con una tendenza sempre maggiore a ricorrere a campioni affermati, ma dopo il Maestro, a parte Schumacher, nessuno è riuscito a vincere il titolo piloti per il Cavallino Rampante. Analizzando i dati, però, sorge una domanda: è stato comunque un fallimento?

Le Conseguenze

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Nella tabella sopra, sono indicate le vittorie della Scuderia nell’anno prima dell’arrivo del campione, nel suo primo anno e nell’anno migliore.

Nella tabella sopra, sono indicate le vittorie della Scuderia nell’anno prima dell’arrivo del campione, nel suo primo anno e nell’anno migliore.

Dalla tabella si nota come l’arrivo del campione in Ferrari è sempre coinciso con un aumento delle vittorie l’anno seguente. Se il trasferimento del pilota sia la causa o l’effetto varia da caso a caso.

Schumacher, ad esempio, ha notoriamente “trasferito” gli ingegneri vincenti dalla corte di Briatore a quella di Montezemolo, aprendo un ciclo vincente durato per sei stagioni.

Altri, come Vettel e Alonso, venivano un team in difficoltà nella speranza di vincere. Sebbene alcuni capolavori abbiano permesso di vincere gare improbabili, il loro contributo non è stato il motivo principale per l’aumento delle prestazioni del team. È probabile che succeda lo stesso con Lewis: l’inglese porterà sicuramente una mentalità vincente e anni di esperienza al vertice, ma se vincerà delle gare si dovrà al lavoro svolto da Vasseur, senza il quale Hamilton verosimilmente non avrebbe accettato.

Il duello 

 

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Il grafico mostra la percentuale di punti ottenuta dai campioni rispetto al compagno di squadra nel loro primo anno di convivenza

Il grafico mostra la percentuale di punti ottenuta dai campioni rispetto al compagno di squadra nel loro primo anno di convivenza

Si può notare come il nuovo arrivato abbia sempre battuto chi di turno. Unico asterisco, Collins avrebbe potuto facilmente battere Fangio se non gli avesse ceduto la macchina per un gesto di galanteria. Come Fangio, Hamilton arriverà a Maranello da quarantenne, e come Fangio avrà un compagno di squadra più giovane. L’unica differenza è che sarebbe surreale vedere un Charles Leclerc cedere il titolo mondiale di proposito al compagno di squadra. Semmai può accadere il contrario, con l’attuale pilota Ferrari che sarà disposto a tutto per consacrarsi battendo il sette volte campione del mondo.

 

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