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Chiacchiere da Bar...bieri - Murettiful

Scritto da  Dic 19, 2022

Come il più classico dei pendolini di Maurizio Mosca o le previsioni di Piero Fassino (e scusatemi l’excursus politico), il mio punto di settimana scorsa in merito ai cambi di team principal in Formula 1 è stato prontamente smentito poco più di dodici ore dopo averlo pubblicato. La grandinata di annunci di martedì scorso su rapporti terminati o appena iniziati ci ha fatto sentire come dentro una soap opera, che al momento sembra conclusa.

Ricapitoliamo: Binotto è in uscita da Ferrari e non si sa dove andrà. Il suo posto è stato occupato da Frederic Vasseur, dimissionario dalla Sauber, che è stato sostituito da Andreas Seidl, in un avvicendamento benedetto ufficialmente da Audi, prossimo azionista di controllo della scuderia elvetica. Jost Capito è andato in scadenza di contratto con Williams e non è stato rinnovato, così come il direttore tecnico François-Xavier Demaison. In McLaren il sostituto di Seidl è Andrea Stella, già ingegnere di pista di Alonso in Ferrari.

Ho sentito dire recentemente da un illustre ingegnere come Luigi Mazzola, ex responsabile della squadra test rossa negli anni del dominio Schumacher-Todt, che il posto del team principal non dovrebbe essere occupato da ingegneri. La sua è una opinione più che legittima, che però non ha incontrato il favore della realtà. Vasseur è infatti ingegnere aeronautico e dell’automobile, Seidl è un ingegnere meccanico, sebbene abbia una grande esperienza nella gestione dei reparti corse dimostrata sul campo con Porsche nel WEC, mentre Stella è ingegnere aerospaziale (nome omen). Questo sta a significare che, al momento, in Formula 1 si preferisce dare certe responsabilità a chi ha un approccio di un certo tipo, sicuramente metodico come quasi solo gli ingegneri sanno avere, rispetto a chi ha una formazione spiccatamente manageriale.

Al momento ci sono quindi a spasso Binotto, Capito, che sembra non aver compreso al massimo la massima serie delle monoposto a giudicare dalle sue ultime due esperienze non fortunatissime, e Demaison. Murettiful potrebbe dover quindi vivere una seconda stagione, ma ancora non sappiamo quando uscirà. State pronti, potrebbe succedere quando meno vi aspettate. Nel frattempo, non si sa ancora chi avrà Capito.

A seguito della nomina di Vasseur a team principal e general manager della Scuderia Ferrari è necessario fare un’analisi breve ma incisiva. Le job title, come si dice ora, ovvero i titoli che definiscono i ruoli aziendali, sono a volte superficiali ma dicono più di quanto possiamo immaginare. Non sono affatto casuali. Il manager francese infatti non prenderà in mano il ruolo di managing director, che era di Mattia Binotto. Sembra infatti che il neoferrarista avrà poteri meno ampi e avrà un ruolo più orientato a ciò che accade in pista. Fuori dai cordoli, sembra che opererà direttamente il CEO della Ferrari, Benedetto Vigna. Questo segna una svolta epocale, iniziata se vogliamo già con Marchionne e interrotta con la sua morte.

Con questa mossa Elkann potrebbe aver infatti interrotto l’autonomia della Scuderia Ferrari rispetto all’azienda, sancita da Gianni Agnelli ed Enzo Ferrari il 18 giugno 1969. Il muro che allontanò Ferrari da Ford, facendola sposare con FIAT, è caduto dopo ben 53 anni. Vedremo cosa salterà fuori da queste macerie.

Yuri Barbieri

Imolese, cresciuto avendo negli occhi l'orizzonte della Torre dell'Autodromo di Imola e nelle orecchie il rombo dei motori. Pianse per l'emozione varcando per la prima volta i cancelli dell'Autodromo indossando la divisa da ufficiale di gara, attualmente cerca di trasmettere la propria passione per il motorsport scrivendo per 1000 Cuori Motorvalley e collaborando ai contenuti web di Lamborghini Squadra Corse.