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Dell’Aquila e il Leone S4#13 – “Credici ancora”

Spalle al muro per la Fortitudo, chiamata a vincere tre partite consecutive contro Verona dopo averne perse due

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Interpretazione da Fortitudo Pallacanestro
Interpretazione de foto © Fortitudo Pallacanestro

Non è finita finché non è finita. Crederci fino alla fine. Non è ancora detta l’ultima parola. *Altra frase motivazionale di circostanza per allontanare l’essere spalle al muro*.

D’altra parte, a questo bisogna aggrapparsi per non far scendere anticipatamente i titoli di coda sulla stagione fortitudina, ora più che mai a rischio di dover, per la quarta volta consecutiva, veder sfumare il ritorno in Serie A.

Amarezza

Delle prime due gare contro Verona resta l’amarezza per quanto è stato accarezzato ma non raggiunto, allungato ma non chiuso due volte in 48 ore. L’aver riposato qualche giorno in meno ha inciso e continuerà (per quanto ancora?) ad incidere. Caja lo ha sottolineato dopo Gara 1, dove, però, qualche errore di troppo che ha poco a che fare con il fiato, rischia di pesare tantissimo. Sì, fare 1 su 2 ai liberi con un secondo sul cronometro e non impattare consegnando le armi agli scaligeri è pesante.

Sorokas si è certamente fatto perdonare, il parziale della serie rimane ed è perentorio. Se domani non vince, la Effe giocherà in A2 anche l’anno prossimo, Verona andrà a giocarsi le proprie chance di promozione in finale.

Missione

La missione di Bologna è complessa, non impossibile ma…La domanda è: questa Fortitudo può battere questa Verona tre volte in sei giorni? No, verrebbe da rispondere, forse se tra 24 ore non finisce tutto, sì se riuscisse a riportare la semifinale al Paladozza. Detto che al Madison la truppa di Ramagli ha già fatto vedere di saper fronteggiare il calore dell’ambiente (dita sulla bocca a parte), arrivare ad una eventuale Gara 5 significherebbe tornare a galvanizzare il palazzo oltre l’immaginabile.

Cosa serve per allungare il più possibile la speranza? Sicuramente lucidità. Fare le scelte giuste, senza concedere seconde opportunità agli avversari (adesso padroni di casa). Poi un filo di percentuali dalla propria parte e quel pizzico di fortuna che da sempre accompagna i vincenti. Tutti dovrebbero essere abili e arruolabili con la sola eccezione, sempre lungodegenti esclusi, di Della Rosa in forte dubbio dopo il colpo subito in zona proibita durante l’ultimo atto contro Avellino.

Nell’episodio 13 della rubrica, non adatta agli scaramantici, tutto è in salita, tutto è difficile, tutto chiama (all’ultima chiamata) la sana follia fortitudina, la madness biancoblù.

“Stringo te oggi, per vederti domani gridare più forte”

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