A quarantotto ore dalla sconfitta interna contro l’ASVEL Villeurbanne, la Virtus Bologna torna subito in campo per il round 27 di EuroLega con una trasferta di altissimo coefficiente di difficoltà: alle 20.15 le V Nere affrontano l’Olympiacos al Peace and Friendship Stadium del Pireo.
Un incrocio che, sulla carta, appare proibitivo, ma che i bianconeri devono provare a trasformare in un’occasione per rilanciarsi. La classifica non concede grandi margini di errore e, per continuare a tenere vivo il sogno play-in, Hackett e compagni sono chiamati a una prova di carattere in uno dei palazzetti più caldi del continente.
Foto Virtus
IL PUNTO SULLA VIRTUS BOLOGNA.
Il ko contro l’ASVEL ha lasciato scorie evidenti, soprattutto per come è maturato. Dopo l’exploit di Montecarlo, ci si aspettava una Virtus capace di dare continuità, mentre davanti al pubblico della Virtus Arena è arrivata una prestazione spenta, con poca energia e scarsa continuità sui due lati del campo. Le assenze di Pajola, Diouf e Morgan hanno ridotto le rotazioni e inciso sull’intensità difensiva, ma il problema principale è sembrato mentale: fatica a reagire ai parziali, difficoltà nel mantenere concentrazione per quaranta minuti, poca lucidità nei momenti chiave.
Ivanovic, alla vigilia, ha chiesto alla squadra di non pensare troppo e di scendere in campo con la mentalità di chi può competere ovunque. In questo senso, la crescita di Niang nelle ultime settimane è una delle poche note liete, così come l’atteggiamento di un gruppo che, pur tra mille difficoltà fisiche, non vuole alzare bandiera bianca. Al Pireo servirà una Virtus compatta, capace di controllare il ritmo, proteggere il proprio ferro e non concedere canestri facili in transizione. Solo restando agganciata al punteggio fino alla fine, Bologna potrà provare a giocarsi le proprie chance.
Foto EuroLeague
L’AVVERSARIO DI OGGI: OLYMPIACOS PIREO.
L’Olympiacos si presenta alla sfida con numeri che fotografano una delle squadre più complete dell’EuroLega: 36.8 rimbalzi di media, 21 assist, 6 palloni recuperati e un PIR complessivo di 107.8. La squadra di Bartzokas ha un’identità chiara, fatta di grande fisicità, difesa aggressiva e letture collettive. Sasha Vezenkov è il terminale offensivo principale, con oltre 19 punti di media e percentuali d’élite, supportato da giocatori come Dorsey, Milutinov e Peters, capaci di incidere in modi diversi.
Nonostante diverse assenze pesanti – da Keenan Evans a Fall, fino ai problemi dell’ultimo minuto per Ntilikina e Papanikolaou – i greci restano profondi e difficili da arginare, soprattutto in casa, dove il ritmo e la pressione del pubblico possono spezzare l’equilibrio in pochi minuti. Per la Virtus, reggere l’urto iniziale e limitare l’impatto dei leader biancorossi sarà la prima, vera chiave per provare a sognare l’impresa.