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10 anni per un grande Bologna – Comincia l’era Bigon

Come siamo arrivati al ritorno in Europa del Bologna? Oggi ripercorriamo l’arrivo di Bigon e le sue prime due stagioni al Bologna.

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Bigon (©Bologna Fc)
Bigon (©Bologna Fc)

Come detto nelle prime due puntate di questa breve rubrica che ci accompagnerà fino a giugno, il Bologna che torna in Europa ha radici lontane. Sono stati diversi i momenti significativi negli ultimi dieci anni, momenti che hanno via via portato al presente come lo conosciamo oggi.

Dopo la prima stagione dal ritorno in Serie A, terminata al quattordicesimo posto, il Bologna e Pantaleo Corvino decidono di separarsi a causa di alcune frizioni interne. A maggio 2016 Saputo e Fenucci si mettono quindi alla ricerca del prossimo direttore sportivo, con l’obiettivo di consolidare il lavoro svolto nell’ultimo anno.

L’arrivo di Riccardo Bigon

Terminata la stagione, per la società è tempo di guardare già al mercato in vista del campionato che prenderà via ad agosto. La priorità in casa Bologna è trovare la persona adatta che sia a capo dell’area tecnica per proseguire il lavoro svolto da Pantaleo Corvino. La scelta di Saputo e Fenucci ricade, dunque, su Riccardo Bigon.

Bigon è reduce da una stagione decisamente deludente all’Hellas Verona, culminata con la retrocessione in Serie B e l’ultimo posto in classifica. Tuttavia, ciò che porta la società rossoblù a scegliere il ds padovano è l’ottimo lavoro svolto a Napoli dal 2009 al 2015. In sei anni con De Laurentiis, infatti, Bigon e il Napoli hanno conquistato la qualificazione in Champions League nel 2011, il secondo posto nel 2013 dietro alla Juventus, due Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.
Inoltre, spiccano gli acquisti del Matador Cavani, di Josè Maria Callejon e soprattutto di Gonzalo Higuain.

Ad ogni modo,, dopo attente riflessioni, in casa Bologna la scelta ricade su Riccardo Bigon, che dal 1 luglio 2016 diventa il nuovo ds rossoblù.

Il Bologna riscopre Simone Verdi

Bigon si mette subito al lavoro e l’8 luglio mette a segno uno dei suoi colpi più importanti nella sua esperienza sotto le due torri. Dal Milan arriva infatti a titolo definitivo Simone Verdi, attaccante 23enne che un paio di anni prima si era messo in mostra con l’Empoli in Serie B.
A centrocampo, vista la cessione di Diawara (in rotta con la società), Bigon decide di puntare su un suo pupillo dai tempi di Napoli, Blerim Dzemaili. Al fianco di Verdi, complice anche la partenza di Giaccherini destinazione Sunderland, Bigon scommette su Di Francesco, figlio di Eusebio, reduce dalla positiva esperienza alla Virtus Lanciano. In difesa, invece, dal suo Verona retrocesso acquista a titolo definitivo lo svedese Helander.

L’inizio di campionato del Bologna, con ancora Donadoni al comando, è nel complesso discretamente buono con tre vittorie e un pareggio nelle prime sei partite. Da fine settembre a gennaio, però, è crisi totale con appena due vittorie (contro Palermo e Pescara) in quattordici gare. Una delle poche note positive in questo girone di andata è il buon rendimento di Simone Verdi, già a quota 4 reti, nonostante un attacco che fatichi e non poco a produrre gol.

Nel girone di ritorno, le cose non migliorano: solo 5 vittorie in 19 partite, contro Crotone, Torino, Chievo, Udinese e Pescara. Da segnalare, inoltre, a inizio febbraio la sconfitta per 7-1 in casa con il Napoli. Questa diventa la sconfitta più pesante rimediata in casa dal Bologna nella sua storia. Nonostante la stagione disastrosa a livello di rendimento, il Bologna non rischia mai la retrocessione e si salva con ben quattro giornate di anticipo battendo 4-0 l’Udinese. I rendimenti disastrosi di Pescara, Palermo ed Empoli (che a fine anno retrocedono in Serie B) consentono ai rossoblù di Donadoni di chiudere l’annata comunque al quindicesimo posto a quota 41 punti, uno in meno rispetto all’anno prima.

Risultato tutt’altro che da applaudire, ma visto il rendimento della squadra, il quindicesimo posto finale è oro che cola.

Si apre l’era del Trenza

Il campionato 2017/2018 per il Bologna si apre ad agosto nel peggiore dei modi: sconfitta per 3-0 in casa con il Cittadella ai trentaduesimi di Coppa Italia. La società decide comunque di dare fiducia a Donadoni. Il tecnico però, visti i continui alti e bassi di Mattia Destro, chiede un rinforzo importante in attacco. Bigon decide così di portare al Bologna Rodrigo Palacio, reduce da cinque stagioni all’Inter nelle quali aveva totalizzato 169 presenze.
‘’El Trenza’’, pur non avendo come caratteristica principale il feeling con il gol, si dimostrerà un vero e proprio trascinatore, oltre che leader in spogliatoio.

Il girone di andata è costellato di alti e bassi. Il migliore risulta sempre Simone Verdi, la cui continuità di rendimento attira le attenzioni del Napoli, che da gennaio inizia a corteggiare l’attaccante del Bologna. Verdi, però, decide di rimandare l’addio a giugno, per poter concludere la stagione sotto le due torri e portare a termine la salvezza, obiettivo stagionale.

Dopo 19 partite il Bologna è a quota 24 punti in classifica, con una proiezione di 48 che garantirebbe una salvezza più che tranquilla. Da segnalare l’arrivo dall’Atalanta, nel mercato di gennaio, di un giovanissimo Riccardo Orsolini che inizialmente però fatica a trovare spazio nella rosa di Donadoni.

Il rendimento nel girone di ritorno si rivela decisamente più negativo, con solo 15 punti conquistati rispetto ai 24 del girone di andata. L’ultima vittoria del Bologna risale al 15 aprile, con il 2-0 sul Verona. Da quel momento la squadra di Donadoni ottiene cinque sconfitte e un pareggio nelle ultime sei giornate. Grazie al buon girone di andata, però, il Bologna conquista facilmente la salvezza pur dovendo fare i conti con un Crotone che riesce a dare filo da torcere fino alla fine e retrocede con 35 punti. Il Bologna chiude invece al quindicesimo posto a quota 39 punti, con due punti in meno rispetto all’annata precedente.

Dopo due stagioni in cui il Bologna ha faticato a crescere e in cui i punti sono calati anno dopo anno, la società, complici anche alcune frizioni tra la piazza e Donadoni, decide per il cambio in panchina ed esonera il tecnico ex Napoli al termine del campionato.

Segnali di crescita non ce ne sono stati a tre anni dal ritorno in Serie A. La società tenta lo scossone con il cambio di guida tecnica.

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