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Occasioni create, reti mancate: il problema dell’attacco rossoblù

Perché il Bologna segna così poco? Prendiamo in analisi il suo attacco…

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Santiago Castro (© Damiano Fiorentini)
Santiago Castro (© Damiano Fiorentini)

Chi segue il Bologna lo sa: questa stagione è fatta di pressing in casa rossoblù… ma spesso anche di incapacità di chiudere i conti. È come se mancasse sempre l’ultimo tassello del puzzle, quello più semplice e allo stesso tempo più decisivo: il gol. Quindi, cosa manca all’attacco?

Bologna, i numeri non premiano l’attacco

L’addio di Immobile lascia un vuoto difficile da descrivere. Non perché si sia dimostrato indispensabile o particolarmente incisivo, quanto perché l’idea di avere – in quel ruolo – un attaccante in meno destabilizza. Soprattutto alcuni episodi recenti restano lì, come avvertimenti: partite dominate e poi scivolate via per una manciata di minuti, vantaggi non difesi perché non sono mai diventati rassicuranti. E quando una squadra crea senza colpire, il calcio presenta il conto.

Dallinga in gol durante Bologna-Salisburgo

Dallinga in gol durante Bologna-Salisburgo (© Damiano Fiorentini)

Vincenzo Italiano ha scelto di fidarsi della coppia offensiva già vista lo scorso anno. Una decisione coerente con la sua idea di gruppo ristretto e gerarchie chiare. Ma oggi il quadro è questo: Dallinga sembra avere un rapporto più felice con l’Europa che con la Serie A, mentre Castro è diventato un attaccante “invisibile” nelle cifre, sacrificato in un lavoro di pressione e sponda che lo allontana dall’area e dalla porta.

Un sistema che chiede gol a tutti

Il problema, però, non è soltanto individuale, ma collettivo. Il Bologna di Italiano vive sugli inserimenti delle ali e dei centrocampisti, sulla coralità dell’attacco e della zona offensiva. Una scelta moderna e ambiziosa, ma che rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio se il centravanti smette di essere il terminale naturale dell’azione. Quando la punta segna poco, tutto diventa più complicato: serve un passaggio in più, un cross perfetto, un episodio fortunato. E nel frattempo l’avversario resta in partita.

Santiago Castro, Bologna-Milan

Santiago Castro, Bologna-Milan (© Damiano Fiorentini)

Il finale che manca al romanzo rossoblù

Dopo due stagioni in rossoblù, era lecito aspettarsi un salto di qualità dai numeri dei bomber. Invece sembra che il gol nella loro crescita si sia fermato a metà strada. Non per mancanza di impegno, ma per un equilibrio tattico che oggi penalizza chi dovrebbe vivere di area di rigore.

Quindi, se vuole continuare a sognare in grande deve ritrovare il suo centro: il gol. Non serve per forza un capocannoniere da copertina, basta un attaccante che sappia incidere nel modo giusto al momento giusto. Il bel gioco senza reti è come un romanzo senza finale: interessante, sì, ma incompleto.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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