Bologna FC
Bentornato a Bologna, Tarozzi: oggi la firma a Casteldebole
Da protagonista della scalata da C1 ad A col Bologna a vice di Tedesco: Andrea Tarozzi torna sui campi da calcio su cui è cresciuto
Il Bologna non ha avuto dubbi: Andrea Tarozzi è l’uomo ideale da affiancare a Tedesco nel suo percorso alla guida della panchina rossoblù. Alla richiesta del nuovo tecnico di inserire nel proprio staff una figura di esperienza, la risposta di Giovanni Sartori e Marco Di Vaio è stata chiara e univoca.
Ambiente, piazza e calcio italiano, tutte conoscenze non da poco che Tarozzi ha assimilato nel corso della sua carriera e ora le metterà a disposizione anche di Domenico Tedesco. Secondo quanto riportato da Dario Cervellati su Stadio, il tecnico, dopo aver studiato il suo curriculum, si sarebbe detto entusiasta e l’accordo sarebbe stato sottoscritto proprio oggi a Casteldebole.
Bologna, il ritorno a casa di Tarozzi
Un grande ritorno per Andrea Tarozzi. Nato a Sasso Marconi, è lì che ha mosso i primi passi nel mondo del calcio prima di farsi notare dal Bologna. Approdato in rossoblù insieme a nomi come Pepé Anaclerio, Michele Nesi, Giuseppe Campione e Martino Traversa, Tarozzi si fa notare fin da subito. La sua caratteristica distintiva è l’intelligenza tattica, ma sarebbe stata la sua personalità a portarlo lontano.
Andrea Tarozzi (© 1000 Cuori Rossoblù)
Ribattezzato da Renzo Ulivieri “orologino svizzero” per la sua puntualità, a Bologna vive la scalata dalla Serie C1 alla Serie A. Un percorso entusiasmante che lo consacrerà in città e nei libri di calcio italiano, prima del trasferimento alla Fiorentina. La società viola spende oltre 6 miliardi di lire per il cartellino di Tarozzi: sono in tutto 5 le stagioni vissute nel club toscano, comprensive di una Coppa Italia. Prima di appendere le scarpette al chiodo passa anche da Ternana, Como, Padova e Sassuolo: è qui che scoprirà la sua vocazione.
Andrea Tarozzi, esperienza e adattabilità al servizio di Tedesco
Tarozzi diventa il team manager del Sassuolo, maturando così un’ampia conoscenza delle dinamiche organizzative di un club professionistico. Successivamente passa al ruolo di vice di Fulvio Pea che, come Tedesco, non aveva alle spalle una carriera da calciatore professionista. Un ulteriore bagaglio di conoscenze, che gli permette di imparare ad adattarsi a metodologie differenti: «L’approccio di Pea e di chi non ha giocato è più didattico, mentre quello di D’Aversa è più passionale ed emotivo perché senti ancora il campo» commentava Tarozzi.
Ed è proprio con Roberto D’Aversa che Tarozzi si conferma uno dei vice allenatori più apprezzati del panorama italiano, arrivando a collaborare anche con Stefano Pioli alla Fiorentina. Oggi il destino lo ha riportato a casa, dove può scrivere una nuova pagina di storia al fianco di Domenico Tedesco.
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