Bologna FC
Bologna, l’enigma del mercato: che fine hanno fatto i nuovi acquisti?
Un Bologna in difficoltà di risultati vede i suoi nuovi acquisti estivi faticare a trovare spazio sotto la guida di Palladino.
C’è un fantasma che si aggira nei corridoi di Casteldebole, ed è il fantasma dei punti perduti. I numeri, inesorabili come un verdetto, raccontano di un Bologna che ha raccolto 8 punti in meno rispetto alle prime sette giornate dello scorso campionato, conquistando la palma di squadra più peggiorata nell’avvio della Serie A 2025/26.
Appena 5 punti conquistati contro i 13 di un anno fa, con una flessione evidente che ha spinto la guida tecnica a cercare rimedi drastici. Raffaele Palladino, al suo primo mese alla guida dei rossoblù, ha provato a dare una svolta cambiando modulo e metodi di lavoro fisico. I carichi sono aumentati per reggere l’intensità richiesta dal suo calcio, ma la squadra sembra ancora faticare sulla lunga distanza.
Gli acquisti del Bologna rimasti nell’ombra
Oltre alle idee e alle tattiche, a far discutere sono gli uomini. Come fotografato oggi dal giornalista Luca Bortolotti su La Repubblica, diversi acquisti del mercato estivo del Bologna sembrano essere stati messi temporaneamente da parte. Il caso più emblematico riguarda Amondarain, il centrocampista argentino pagato 11 milioni di euro bonus inclusi, fermo a soli 95 minuti giocati e mai impiegato dal nuovo allenatore.
Stessa sorte per Vitik, ancora zero minuti sotto la nuova gestione, e per il giovane Mbangula, sceso in campo per appena 12 minuti. Persino l’attaccante Dovbyk, frenato da problemi fisici, è stato visto solo per qualche comparsa, lasciando il posto a Piccoli nelle gerarchie. In sostanza, gli unici innesti estivi usati con continuità sono stati Piccoli, Theate ed Enem, oltre a Darmian arrivato in corsa.
Tegola in attacco e sguardi al mercato
A complicare i piani dell’allenatore si è aggiunto anche un contrattempo inatteso nell’ultima sfida contro i campioni d’Italia: Roberto Piccoli ha riportato una lesione al flessore della coscia destra. Gli accertamenti strumentali definiranno con esattezza lo stop, che oscillerà tra le due settimane e il mese di stop, costringendolo a rientrare solo dopo la sosta di metà novembre.
Una situazione d’emergenza che spinge il Bologna a guardare avanti. Palladino avrebbe già chiesto ritocchi per il mercato di gennaio, individuando le priorità in un difensore centrale, un centrocampista e un’ulteriore punta con caratteristiche differenti.
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