Bologna FC
Giorno della Memoria allo Stadio Dall’Ara: Il Bologna ricorda Arpad Weisz
Il Giorno della Memoria ha visto il Bologna rendere omaggio a Weisz, un uomo fondamentale nella storia rossoblù.
Oggi, 27 gennaio 2026, il Bologna FC ha celebrato il Giorno della Memoria con una cerimonia svoltasi allo Stadio Renato Dall’Ara, dedicata ad Arpad Weisz, figura simbolo del club e vittima dell’Olocausto. Un momento di riflessione che oggi unisce le persone, ed oggi anche il mondo del calcio. La comunità cittadina di Bologna, ha ricordato non solo un grande allenatore, ma anche l’uomo dietro i trionfi sportivi.
La commemorazione allo Stadio Renato Dall’Ara
Alla cerimonia hanno preso parte le massime autorità del club e della città: l’amministratore delegato Claudio Fenucci e una delegazione del settore giovanile, l’Assessora allo Sport Roberta Li Calzi, il vicepresidente della Comunità Ebraica Emanuele Ottolenghi, insieme al presidente del quartiere Porto-Saragozza Lorenzo Cipriani e al presidente dell’associazione culturale italo-ungherese Nicola De Girolamo. Tutti hanno condiviso parole riflessione, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria di Weisz, non solo su quanto accadutogli, ma nel ricordo di una persona, di un individuo, che come tale deve essere visto e riconosciuto per le sue qualità. Nel caso di Weisz come esempio di talento, dedizione e coraggio.
Il percorso di Arpad Weisz a Bologna
Arrivato a Bologna nel gennaio 1935, Weisz ereditò una squadra in crisi e in pochi mesi trasformò il club in protagonista del campionato. Con un organico ridotto a soli 14 giocatori, portò il Bologna al terzo scudetto della sua storia, conquistando anche il prestigioso Trofeo dell’Expo di Parigi battendo il Chelsea. I suoi metodi innovativi e la capacità di valorizzare ogni singolo atleta lo resero uno degli allenatori più rispettati del suo tempo. La tragedia della persecuzione razziale interruppe bruscamente la sua carriera italiana: costretto a fuggire a causa delle leggi razziali del 1938, Weisz trovò rifugio nei Paesi Bassi, dove continuò a insegnare calcio prima di essere deportato e ucciso ad Auschwitz.
La memoria del suo genio sportivo e della sua umanità rimane oggi un monito e un insegnamento per tutti noi.
Fonte: Bologna FC 1909
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