Bologna FC
Bologna, lo scambio di una maglia, un sorriso e un’idea: così si sta costruendo il gruppo
Può una storia Instagram trasmettere il clima di un ritiro? A volte sì. In quella pubblicata da Jonathan Rowe si vede Lorenzo De Silvestri indossare la maglia dell’inglese, mentre sullo sfondo un Domenico Tedesco osserva la scena sorridendo. Un siparietto semplice. Eppure, in questi primi giorni a Valles, può racchiudere l’idea di Bologna che sta nascendo.
Sia chiaro, siamo soltanto all’inizio della preparazione, ma, tra una doppia seduta e i primi test atletici, c’è un filo conduttore che sta accompagnando il lavoro del nuovo tecnico: il gruppo.
La coesione del gruppo rossoblù
Sul campo si lavora tanto, come dimostrano gli allenamenti intensi e la cura dei dettagli di cui hanno parlato sia De Silvestri che Bernardeschi. Fuori dalle esercitazioni, però, è l’atmosfera che conta. Castro che continua a calciare in porta anche a fine seduta, Orsolini, Domínguez e Rowe che improvvisano una crossbar challenge, gli autografi ai tifosi e le risate tra compagni sono immagini che, messe insieme, raccontano uno spogliatoio più che sereno.
Il ruolo di De Silvestri verso un nuovo Bologna
Per la creazione del nuovo Bologna il ruolo di De Silvestri continua a essere centrale. Il numero 29 accompagna i più giovani, dà l’esempio in allenamento e oggi può essere quel ponte tra il Bologna degli ultimi anni e quello che Tedesco vuole costruire. Non è un caso che il nuovo allenatore abbia voluto chiamarlo personalmente prima del ritiro, un gesto che racconta la volontà di instaurare fin da subito un rapporto diretto con i suoi leader.
Il campo, naturalmente, sarà l’unico giudice. Le risate non portano punti, ma ogni squadra ha bisogno di partire da una base solida prima di parlare di obiettivi. E una squadra serena e coesa, si vede direttamente sul campo. A Valles, il Bologna sembra aver trovato il modo migliore per iniziare: costruendo un gruppo.
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