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Bologna, il volo dell’erede: Liam Andersson scopre la legge del gol

Liam Filip Andersson, figlio dell’ex bomber del Bologna Kennet, ha realizzato il suo primo gol tra i professionisti in Svezia con un imperioso colpo di testa.

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Kennet Andersson
Kennet Andersson (© 1000cuorirossoblù)

Crescere all’ombra di un gigante del calcio non è mai un’impresa semplice. Ne sa qualcosa Juan Manuel Cruz, figlio del celebre “Giardiniere”, che poco tempo fa combatteva in serie cadetta con la maglia del Verona accumulando presenze senza ancora essere riuscito a trovare la via della rete. Essere figli d’arte richiede pazienza, spalle larghe e la forza costante di saper attendere il proprio momento.

Un momento magico che, a migliaia di chilometri dall’Italia, si è finalmente concretizzato per un altro giovane erede della storia rossoblù.

Il sigillo svedese e la gioia sugli spalti di Kennet Andersson

Pochi giorni fa, durante l’avvincente sfida tra Örgryte e Gais terminata 1-0, Liam Filip Andersson ha firmato il suo primo gol tra i professionisti all’età di 23 anni. Un gesto tecnico imperioso: cross teso dalla sinistra, stacco aereo perfetto e pallone indirizzato in fondo al sacco. Tra gli spettatori in estasi c’era un tifoso davvero speciale: papà Kennet.

Come fotografato oggi dal giornalista Marcello Giordano su Il Resto del Carlino, lo storico centravanti si è lasciato andare a un’esplosione di gioia incontenibile al momento della marcatura del figlio. Quel colpo di testa vincente, vera e propria specialità di famiglia, ha inevitabilmente riportato alla mente dei più nostalgici la straordinaria elevazione che rese celebre il padre nei suoi anni d’oro.

Ricordi di un calcio leggendario

I tifosi del Bologna ricordano ancora nitidamente le gesta di Kennet Andersson, perno fondamentale della formazione guidata da Renzo Ulivieri e protagonista assoluto tra il 1996 e il 1999. Capace di formare coppie d’attacco formidabili con campioni del calibro di Roberto Baggio e Beppe Signori, il gigante svedese trascinò i rossoblù fino alle semifinali della Coppa Uefa 1998-99.

Oggi, a distanza di oltre vent’anni da quell’era indimenticabile, il giovane Liam prova a percorrere la medesima strada. Non sarà facile eguagliare la carriera di un’icona nazionale che trascinò la Svezia al terzo posto ai Mondiali di Usa 94, ma la determinazione non manca. Il primo identico con un’incornata vincente è servito: la nuova storia della dinastia Andersson è appena cominciata.

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