Bologna FC
Bologna, risultati amari in casa e stop per Piccoli
Nel 2026 appena due successi casalinghi per i rossoblù. L’infortunio di Piccoli complica i piani di Palladino, chiamato a trovare nuove soluzioni offensive e a rilanciare Dovbyk.
Il Bologna continua a fare i conti con le difficoltà tra le mura amiche e con una stagione che, finora, non ha trovato la svolta attesa. Il rendimento al Dall’Ara resta uno dei problemi principali della squadra, incapace di trasformare le prestazioni in risultati con continuità. A rendere ancora più complicata la situazione ci pensa lo stop di Piccoli, che priva Palladino di un’altra opzione in attacco proprio in una fase delicata del calendario. E mentre la squadra cerca risposte, anche Dovbyk è chiamato a dimostrare di poter recitare un ruolo da protagonista.
Bologna, il fattore campo resta un problema
Come riportato da “La Repubblica” nell’articolo di Luca Bortolotti, l’ultima vittoria casalinga del Bologna risale al 12 aprile, quando i rossoblù superarono il Lecce. Da allora, il Dall’Ara non ha più regalato soddisfazioni in termini di successi e il bilancio complessivo del 2026 conferma le difficoltà: appena due vittorie davanti al proprio pubblico, compresa quella ottenuta a febbraio contro l’Udinese, e soltanto 10 punti conquistati nell’anno solare.
Un rendimento che pesa sulle ambizioni della squadra, ancora alla ricerca di una svolta capace di cambiare il volto alla stagione. Il problema, peraltro, non riguarda esclusivamente i risultati: anche le quattro partite casalinghe disputate in questa stagione, pur senza offrire sempre prestazioni disastrose, hanno evidenziato limiti e occasioni non sfruttate. Né Italiano né i successivi allenatori, Tedesco e Palladino, sono riusciti a invertire una tendenza che continua a condizionare il cammino rossoblù.
La sfida contro l’Inter ne è stata un’ulteriore dimostrazione. Il Bologna aveva affrontato bene il primo tempo, senza però riuscire a concretizzare il momento favorevole. Nella ripresa, con il calo delle energie, la squadra ha perso terreno fino a subire l’iniziativa avversaria. Come può arrivare una risalita in classifica se manca la continuità proprio nelle gare davanti ai propri tifosi?
L’attacco del Bologna perde un’altra pedina
Le difficoltà offensive non si sono manifestate soltanto contro l’Inter. In diverse occasioni, alla manovra rossoblù è mancato un riferimento capace di trasformare il lavoro della squadra in gol. L’assenza di Orsolini ha già ridotto la pericolosità del reparto, mentre Piccoli è stato spesso chiamato a svolgere un lavoro dispendioso, Bernardeschi ha agito lontano dalla porta e Cambiaghi non è riuscito a garantire sufficiente concretezza negli ultimi metri.
Adesso, però, la situazione si complica ulteriormente. Piccoli si è fermato per un risentimento muscolare alla coscia destra e oggi sono previsti gli esami per chiarire l’entità del problema. L’ipotesi è quella di uno stop di 15-20 giorni, con un rientro possibile soltanto dopo la sosta, seguendo una tempistica simile a quella di Orsolini. Per Theate, uscito durante la partita per una botta, non dovrebbero invece esserci conseguenze gravi.
La perdita di Piccoli si è fatta sentire anche durante la gara con l’Inter: la sua uscita è coincisa con un arretramento della squadra, che ha progressivamente perso campo. Un segnale di quanto il centravanti sia importante negli equilibri offensivi, soprattutto in una fase in cui le alternative non stanno offrendo le garanzie necessarie.
Dovbyk, un’occasione da non sprecare
Con Piccoli indisponibile, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle scelte di Palladino. Contro l’Inter, il tecnico ha puntato immediatamente su Enem come sostituto, lasciando ancora una volta Dovbyk in panchina. L’attaccante ucraino è entrato soltanto nel finale, quando il Bologna era chiamato a recuperare il risultato, disputando i suoi primi 14 minuti da quando è arrivato Palladino. Una presenza che, però, non ha lasciato il segno, così come quella di Enem.
Dovbyk, arrivato con aspettative importanti e con uno stipendio che lo colloca al secondo posto nella rosa per entità, alle spalle della fiammata rappresentata dal gol contro il Sassuolo sembra essere tornato in secondo piano. Il rischio è che il suo percorso in rossoblù prenda una piega simile a quello vissuto da Immobile un anno fa, eventualità che il Bologna vuole evitare.
Al momento, l’ucraino è scivolato al terzo posto nelle gerarchie dei centravanti di Palladino. Tuttavia, il prossimo ciclo di partite contro Cagliari, Milan e Monza, ravvicinate e senza la disponibilità di Piccoli, potrebbe offrirgli lo spazio necessario per provare a cambiare la propria situazione. Il riscatto a fine stagione appare difficile, ma la squadra ha bisogno di un attaccante capace di garantire presenza in area e soprattutto gol.
Tre partite per cambiare le gerarchie
I numeri di Dovbyk nel 2026 raccontano un rendimento ancora insufficiente: prima della rete contro il Sassuolo, l’ucraino aveva segnato soltanto due gol, entrambi con la maglia della Roma, l’ultimo dei quali il 6 gennaio. Adesso dovrà lavorare per riconquistare fiducia e spazio, cercando di diventare una soluzione concreta per un reparto che ha bisogno di maggiore incisività.
Il calendario gli mette davanti un’opportunità importante, ma non è detto che la prima scelta a Cagliari sia proprio lui. Al momento, infatti, il favorito per partire titolare resta Enem. Dovbyk dovrà quindi sfruttare ogni occasione per convincere Palladino a rivedere le proprie gerarchie e dimostrare di poter dare al Bologna ciò che finora è mancato con troppa frequenza: un riferimento offensivo in grado di fare la differenza sotto porta.
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