Bologna FC
Bologna, serve tempo (Corriere di Bologna)
Un momento complicato, tra risultati negativi e infortuni pesanti, alimenta l’impazienza. Ma il percorso della squadra di Italiano racconta un’altra verità: serve tempo per ritrovare identità e continuità.
Altra sconfitta deludente, altra conferma del recente percorso nero del Bologna. Alla luce degli ultimi risultati, con il campionato ormai quasi compromesso e un’Europa League in cui si respira ancora, cresce l’impazienza di una parte della tifoseria, stanca di subire rimonte e cali di tensione. Eppure il Bologna di Vincenzo Italiano non è una squadra che ti travolge subito: è una squadra che va aspettata.
Acquisti in fase di evoluzione
L’attesa riguarda anche i singoli. Basti pensare a chi oggi sta trascinando i rossoblù, arrivando persino a relegare in panchina Orsolini: Jonathan Rowe. Ha impiegato tempo per trovare la propria collocazione – in un Bologna che non perdona la minima imprecisione e concede spazio solo a chi assimila ogni dettaglio – ma ora l’esterno inglese ha scalato le gerarchie, mentre altri acquisti restano ancora in attesa del salto. Da Vitik a Immobile, schierato per un’ora abbondante al Ferraris: una scelta che non ha pagato nel tabellino, ma che rientra nella logica delle rotazioni di Italiano.
Il Bologna non è sparito
Il Bologna vero, però, non è scomparso. Ogni stagione ha i suoi momenti, e spesso sono i dettagli a fare la differenza. Nell’ultimo periodo questi dettagli sono stati perlopiù negativi: gli infortuni di Freuler, Skorupski, Bernardeschi e Lucumí hanno tolto continuità, certezze e rotazioni. Ma il carro di Italiano resta lo stesso che ha portato il Bologna a vincere la Coppa Italia meno di un anno fa. Non può essere svanito tutto nel giro di qualche mese. La memoria non è un optional. Serve tempo.
Fonte – Gianmarco Marchini, Corriere di Bologna
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