Bologna FC
Bologna, come sono cambiati gli stipendi dopo il mercato invernale?
Tra conferme e nuovi arrivi, il monte ingaggi rossoblù è quello di un club sempre più ambizioso. Ecco com’è cambiato dopo il mercato invernale
Il mercato invernale ha modificato non solo la rosa del Bologna, ma anche gli equilibri economici interni. Nella seconda parte della stagione 2025/26 il monte ingaggi lordo rossoblù si attesta intorno ai 49 milioni di euro, considerando sia le mensilità corrisposte ai giocatori ceduti fino al momento dell’uscita, sia quelle maturate dai nuovi acquisti da gennaio in avanti. Ecco quindi come – secondo quanto riportato da Transfermarkt – sono cambiati gli stipendi rossoblù.
Il Bologna resta così nella fascia media della Serie A: lontano dalle big per spesa complessiva, ma ormai anche distante dalle squadre che puntano esclusivamente al contenimento dei costi.
Gli stipendi in casa Bologna: Ferguson guida ancora la classifica
In cima alla classifica salariale c’è ancora Lewis Ferguson, che con 4,61 milioni di euro lordi continua a essere il giocatore più pagato della rosa. Un dato attesta quanto il centrocampista scozzese sia ormai centrale nel progetto tecnico del club.

Joao Mario festeggia per la rete contro il Brann (©Bologna FC 1909)
Alle sue spalle si conferma Riccardo Orsolini con 3,70 milioni, mentre la vera novità è data da João Mário. Il terzino portoghese, arrivato in prestito nel mercato di gennaio, entra subito al terzo posto tra i più pagati della rosa con uno stipendio lordo identico a quello dell’esterno rossoblù.
Federico Bernardeschi si trova invece poco sotto, a quota 3,33 milioni, restando all’interno della rosa uno tra i profili di maggiore esperienza e peso economico.

Federico Bernardeschi (© Bologna FC 1909)
La fascia intermedia come la strategia del club
La parte più interessante arriva però osservando la fascia intermedia degli stipendi del Bologna. Dallinga sfiora i 3 milioni, Rowe si attesta a 2,78 e Miranda supera i 2,2. Poi c’è un gruppo molto ampio di giocatori a quota 1,85 milioni, da Castro a Freuler, passando per Casale e Pobega. Proprio il caso di Castro spiega bene la strategia del Bologna: il centravanti argentino, legato al club fino al 2030, ha ancora uno stipendio relativamente contenuto rispetto al suo potenziale e alla sua crescita.
Le uscite di Immobile, Holm, Sulemana e Fabbian hanno alleggerito parte del monte ingaggi, ma il saldo finale è comunque quello un Bologna sempre più ambizioso, che sa come investire senza perdere equilibrio economico.
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