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Spalletti-Lucumí, storie tese in Juventus-Bologna: cosa è successo

I retroscena sul faccia a faccia tra il tecnico toscano e il centrale colombiano dopo le scintille per la provocazione a Conceição

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Jhon Lucumí in partenza per Bucarest (© Bologna FC)
Jhon Lucumí in partenza per Bucarest (© Bologna FC)

Tra gli episodi dell’ultima puntata di BordoCam, incentrata su Juventus-Bologna del trascorso weekend, sta facendo discutere maggiormente il siparietto che vede come protagonisti Luciano Spalletti, Francisco Conceição e Jhon Lucumí.

Durante il match il mister bianconero si è infervorato contro il colombiano in difesa del suo giocatore e il diverbio è proseguito ben oltre il tempo regolamentare, quando i due si sono ritrovati per un “terzo tempo” civile seppur animato.

L’antefatto

Oltre alle qualità propriamente calcistiche, i due sono celebri per inclinazioni agli antipodi: se Lucumí è noto per un agonismo spesso border-line, Conceição sembra invece subire fatalmente la fascinazione del prato verde, dal quale finisce sempre per essere irrimediabilmente attratto.

All’andata proprio queste due propensioni erano entrate in rotta di collisione: Francisco punta Jhon in area, riceve un buffetto e stramazza al suolo.

Il colombiano, per nulla convinto, lo solleva di peso come si farebbe con un bimbo capriccioso che rifiuta di lasciare il parco giochi; poi, non ottenendo reazione, lo scaraventa di nuovo a terra con quella che nel wrestling sarebbe una perfetta “body slam“.

Anche allora Spalletti aveva espresso il suo punto di vista, ma in quel caso attraverso uno dei suoi serafici e loquaci silenzi, attonito e con le braccia aperte invocanti giustizia.

Il casus belli

Questa volta il duello si accende lontano dall’area: “Chico” parte palla al piede e punta a tutta birra Lucumí, il quale opta per la sfida psicologica: irriverente, applaude l’avversario come a dire «Avanti, fatti sotto!» nel tentativo di prevaricarlo sul piano nervoso.

Conceição, che in verità non sembra avvedersene, per certo non se ne cura e prosegue la sua corsa, anche se il colombiano riuscirà a fermarlo e a fargli perdere il giusto tempismo.

Spalletti, non appena vede l’applauso, leva in alto il braccio destro nella sua direzione: «Ma guarda questo» sembra pensare.

Conclusa l’azione, Luciano cerca con lo sguardo il rossoblù. Una volta trovato, lo redarguisce: «Lucu! Oh! Che c***o vuoi Lucu?!»

Non è dato sapere la risposta del difensore in quel frangente, ma la conseguente e ulteriore reazione di Spalletti si.

Lo guarda, con sorriso beffardo e nervoso: «Ah sì? È così?». Poi si rivolge subito a Conceição «Vallo a puntare, Conce, vallo a puntare!», dimostrando come avesse raccolto lui il guanto di sfida scansato dal suo calciatore,.

La partita prosegue e il raddoppio della Juve arriverà proprio dopo l’ennesima sgasata del portoghese ai danni del colombiano: il segnale definitivo che la gara nella gara è stata vinta, anche questa, dai bianconeri.

Al termine del match Spalletti e Lucumí ne approfittano per portare a termine il litigio, o, per così dire, porgli fine.

L’allenatore non sembra perdonargli quell’atteggiamento, evidentemente vissuto come una mancanza di rispetto.

Eppure, nonostante “Lucu” sia noto per il suo temperamento spesso al limite, stavolta bisogna spezzare una lancia in suo favore.

Per quanto possa indispettire un avversario, il suo incitamento a ingaggiare il duello rientrava pienamente nell’agonismo e nei valori dello sport. Anzi, sono proprio questa foga e questa veracità a rendere il calcio tale.

Infine, circa le voci che principiavano ad accostare Lucumí ai bianconeri, c’è da attendersi che subiscano, almeno temporaneamente, una battuta d’arresto.

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