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Castro e l’esame di Italiano (Più Stadio)

Acquistato a gennaio, ma di fatto da fine febbraio a Bologna con Thiago Motta, Castro ha ora davanti un anno sotto la guida di Italiano: è pronto alla nuova stagione in rossoblù

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Santiago Castro esulta contro la Juventus
Santiago Castro esulta contro la Juventus (© Bologna FC 1909)

Arrivato a Bologna dal Velez durante lo scorso inverno, Santiago Castro, con l’ormai sempre più certa partenza di Zirkzee e in attesa di un suo sostituto, rimarrà l’unica punta di ruolo della rosa rossoblù. I più di 10 milioni spesi per lui dalla dirigenza rossoblu sono il simbolo di quanto la società punti forte sul talento di Buenos Aires.
Ad Italiano ora spetterà il compito di limare il suo gioco, tecnicamente affascinante ma, come molti sudamericani, ancora confuso tatticamente.

Il suo ruolo in rosa è ben chiaro. Il classe 2004 fungerà da riserva del nuovo acquisto offensivo di Sartori, mentre potrà comunque giocare molte partite, visto il doppio impegno europeo.

Il suo miglioramento passerà anche dall’atteggiamento, ma l’argentino ha dimostrato impegno, appartenenza e desiderio di imparare. Infatti, si è presentato a Casteldebole con largo anticipo rispetto ai compagni, per essere pronto ai primi allenamenti. Ottimo segnale.

Il primo incontro col mister e con Bologna

Lunedì, in occasione del primo allenamento, Vincenzo Italiano è andato subito a salutarlo. Probabilmente, rispetto alla gestione Motta, al di là del modulo, ci sarà congruenza tattica, ma cosa si aspetta il tecnico di Karlsruhe da “Santi” lo scopriremo solamente nel suo primo impiego. Ad ogni modo, il suo talento e la sua generosità in campo sono sotto gli occhi di tutti. Dopo qualche spezzone, il nativo di Buenos Aires ha messo in seria difficoltà la difesa della Juventus nel 3-3. Un gol, una pressione decisiva per l’errore della difesa nel terzo gol e un pallone rigettato in mezzo nel primo sono il suo biglietto da visita. Tutte le sue doti si sono viste: dribblava e puntava gli avversari, cercando spesso il tiro, e correva molto, per far salire anche i compagni.

Il passato argentino di Castro

Al Velez, Santiago è diventato il giocatore che abbiamo imparato a conoscere. Non è una punta di peso, ma un giocatore che svaria su tutto il fronte difensivo, tornando basso in fase difensiva. Tuttavia, nel corso degli anni il suo posizionamento si è alzato sempre di più. Nei tre anni argentini ha saputo avvicinarsi alla porta avversaria con costanza, dote che gli tornerà utile nella prossima stagione, in cui ci si aspettano diversi gol.

Nell’ultimo anno in LPF perdeva molti palloni, ma il suo stile di gioco è rischioso, tentando di saltare l’uomo. Purtroppo non è stato una punta prolifica (1 gol in 647 minuti), ma questo dato si può limare: Castro la porta la vede benissimo.

In attesa di una stagione di conferme e crescite, la grinta argentina del “Toto” ha già fatto innamorare il Dall’Ara. Speriamo non invano.

Fonte: Davide Centonze, Più Stadio

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