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Chiusa la ristrutturazione del Dall’Ara: Comune e Bologna ripartono da zero

Dopo dieci anni di attese, investimenti e pratiche, il progetto di ristrutturazione dello Stadio Dall’Ara si arena definitivamente: costi lievitati, documenti incompleti e fondi pronti a cambiare destinazione.

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Rendering del progetto di ristrutturazione del Renato Dall'Ara di Bologna
Rendering del progetto di ristrutturazione del Renato Dall'Ara di Bologna (© Bologna FC 1909)

Sono passati 10 anni dall’avvio del progetto e dell’idea di ristrutturare lo Stadio Dall’Ara da parte del Bologna, in collaborazione con il Comune. Dieci lunghi anni in cui i rossoblù hanno preparato il progetto, stanziato fondi, aperto una società di scopo (Bologna Stadio) e avviato le pratiche.

Dieci anni di lavoro andati in fumo, in realtà, alla metà del percorso a partire dal 2021 e proseguendo negli anni successivi. Il progetto negli ultimi 3/4 anni si è completamente fermato, arenato. Tanto che nella delibera comunale che ieri ha dichiarato improcedibile la pratica del progetto di ristrutturazione dello Stadio Dall’Ara, si legge a chiare lettere che la documentazione presentata “dal privato” è incompleta.

L’aumento dei costi e la rinuncia

Un progetto il cui epilogo era ormai chiaro da tempo. Ammodernare il Dall’Ara costa troppo. Dal preventivo iniziale pre-covid di 150 milioni di euro, negli anni successivi alla pandemia il costo dell’opera è lievitato fino a 230.

Un aumento sensibile che ha provocato il blocco dell’avanzamento del progetto. Da una parte l’amministrazione disposta a concedere il diritto di superficie per 40 anni, ma non la proprietà dello stadio e finanziare l’opera per 40 milioni. Dall’altra il Bologna che aveva fatto i salti mortali per provare a coprire gli altri 110. Tutto inutile, perché l’aumento delle materie prime dell’edilizia ha bloccato tutto. Un rinuncia nei fatti e nelle parole, diventata realtà all’inizio di quest’anno.

Il Comune cambierà la destinazione dell’investimento

Uno stop tale da spingere la Giunta comunale del sindaco Lepore a ritirare il finanziamento. Troppi anni senza aggiornamenti per lasciare 40 milioni accantonati e fermi nelle casse comunali.

L’idea, ora, da parte dell’amministrazione è utilizzare quegli stesi fondi per altri lavori. Niente più copertura dello stadio, avvicinamento delle tribune al vampo e nuovi parcheggi. Nelle prossime settimane il primo cittadino di Bologna annuncerà la nuova destinazione, con tanti progetti candidati: in primis l’allungamento della linea del tram fino al Pilastro.

fonte: Corriere di Bologna

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