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Come gioca il nuovo Hellas Verona di Marco Baroni? Una lenta evoluzione verso il 4-3-3

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Fonte immagine: sito ufficiale Hellas Verona


Torna la Serie A, per Bologna e Verona però bisognerà attendere fino a domini per andare in campo e giocare il loro match. Le due formazioni saranno protagoniste domani alle 20:45. Le due squadre si giocheranno tre punti che potrebbero proiettarle nelle zone “nobili” della graduatoria. Se il Bologna, infatti, ha cominciato il suo campionato piuttosto bene raccogliendo 4 punti e tanti complimenti per le prestazioni sfoggiate, dall’altra c’è un Hellas Verona che ha ripreso da dove aveva lasciato in occasione dello spareggio salvezza dello scorso giugno: vincendo.

Nuovo Hellas, vecchia spinta

Due vittorie in avvio di campionato contro Empoli e soprattutto Roma per mettere in chiaro che, nonostante il cambio alla guida tecnica della squadra, il nuovo Hellas Verona di Marco Baroni è una squadra temibile e pericolosa. In questo avvio, come nello spareggio di giugno, l’Hellas Verona è stato trascinato dal talento di Cyril Ngonge (in estate vicino al trasferimento al Bologna), ala o seconda punta che sta facendo davvero molto bene con due reti nelle prime tre gare.

Baroni lavora per il 4-3-3

Dopo le difficoltà della passata stagione, post addio di Tudor, con il fallito progetto Cioffi e i miracoli del duo Zaffaroni-Bocchetti, il presidente Setti e i suoi consiglieri tecnici più stretti hanno deciso di puntare su un nuovo e più solido progetto. La scelta è dunque ricaduta su mister Marco Baroni. Il tecnico, reduce da un’esperienza ultra positiva sulla panchina del Lecce, ha impostato fin dall’inizio un progetto tecnico-tattico completamente differente. L’idea dell’allenatore ex Lecce era ed è ancora oggi quella di portare il suo Verona a giocare col 4-3-3. Tuttavia, i gialloblù hanno ereditato un’intelaiatura di rosa dagli anni di Ivan Juric sulla panchina scaligera e hanno perciò proseguito sulla strada della difesa a 3 per diversi anni. Vista l’abitudine dei gialloblù, Baroni ha così deciso di far evolvere il suo Verona gradualmente. Così ha introdotto i primi concetti propri del suo credo calcistico, mutando il 3-5-2 in un 3-4-2-1 o 3-4-3 che ha nella fase offensiva una struttura molto più simile a quella del 4-3-3 utilizzato dal tecnico.

L’importanza del gioco tra le linee

Non avendo a disposizione veri e propri e esterni, si è dovuto “accontentare” di avere un attacco mobile senza un vero punto di riferimento. La prima punta, di solito “adattata”, serve soprattutto ad allungare la difesa avversaria, sfilacciarla per creare poi lo spazio per gli attaccanti di supporto. L’attenzione del Bologna dovrà essere riposta soprattutto nel tenere strette le maglie di difesa e centrocampo con l’obiettivo di bloccare Ngonge & co.

Il contropiede 

Gli attaccanti a disposizione di Baroni hanno poi grande velocità e buona visione di gioco. Per questo il Bologna dovrà fare molta attenzione anche in ripartenza. Lasciare spazi a campo aperto agli avanti dell’Hellas potrebbe essere un grande problema. La squadra di Baroni ha qualità tecniche e velocità per aggredire gli spazi e punire le situazione di parità numerica. Sarà una sfida molto difficile, a cui il Bologna dovrà fare parecchia attenzione, per non incappare in un brutto lunedì sera. Non 

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