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Come gioca l’Empoli di Davide Nicola? Gli effetti di una stagione travagliata

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Fonte immagine: Empoli FC


Questa sera al Castellani di Empoli, azzurri padroni di casa e Bologna si sfidano per il primo anticipo della 29^ giornata del campionato di Serie A. L’ennesimo capitolo di una stagione esaltante per i rossoblù che devono ripartire dopo lo stop contro l’Inter. Dall’altra parte una squadra affamata di punti che potrebbero valere la salvezza e che negli ultimi (quasi) due mesi dall’arrivo di Davide Nicola ha cambiato passo seppur proveniente da due settimane di stop.

Tre cambi panchina, quattro moduli: la travagliata stagione dell’Empoli

Il percorso dell’Empoli nella Serie A 2023/24 è stato tutt’altro che sereno. La squadra è ripartita dal 4-2-3-1, una scelta tattica che già dal mercato è parsa piuttosto azzardata. A pagarne le conseguenze è stato innanzitutto mister Paolo Zanetti che ha salutato dopo poche giornate. Al suo posto il “porto sicuro” Aurelio Andreazzoli. Il tecnico massese dopo un buon inizio non è riuscito a trovare le soluzioni navigando tra il 4-3-3 e il 4-3-1-2, alla ricerca di una fluidità di gioco non utile nella critica situazione di classifica in cui si trovavano i toscani. A quel punto, con 10 giorni mercato ancora davanti e un progetto tattico di ritorno al 4-3-1-2 che non decollava, i toscani hanno scelto l’esonero e hanno chiamato Davide Nicola. Un allenatore molto lontano dalle idee della dirigenza che però aveva bisogno di un “esperto” di salvezze e ha optato per il torinese. Il passaggio è stato drastico e l’Empoli è passato ad un 3-4-2-1.

Un cambio radicale

L’arrivo di Nicola è da considerarsi come la formazione di un governo tecnico. Non l’allenatore che segue la filosofia del club, ma un allenatore che fa ciò che è necessario. Il 3-4-2-1 scelto dal tecnico ex Salernitana, Genoa e Torino è un modulo molto chiuso. La squadra si difende con una linea a cinque con le ali di centrocampo che scalano in linea coi difensori e i due trequartisti coprono ai lati del centrocampo. Di fatto l’Empoli in non possesso schiera un 5-4-1. La squadra si chiude per poi ripartire a tutta velocità. Un cambio radicale rispetto alla tradizione dell’Empoli, società sempre molto attenta alla qualità tecnica ed estetica del gioco. Spesso incline a scegliere allenatori che amano consolidare il possesso del pallone per impostare la manovra offensiva.

Un riferimento centrale per far rifiatare la squadra

L’unica, in questo preciso periodo della stagione, è spesso un giocatore molto fisico come Alberto Cerri. Nelle scorse settimane è stato provato senza troppo successo anche Mattia Destro, e in futuro potrebbe toccare a Ciccio Caputo. Allo stato attuale delle cose l’ex prodotto delle giovanili del Parma è il titolare. Cerri è stato scelto per la sua capacità di venire incontro al pallone e giocare di sponda oppure proteggere il pallone. Elemento fondamentale per una squadra che difende molto bassa. Il lancio lungo verso Cerri sulla giocata dell’attaccante o sulla respinta della difesa deve essere aggredito dai trequartisti che portano palla. L’Empoli di fatto attacca con 5 uomini grazie anche al supporto delle due ali che salgono e si sovrappongono con grande costanza per arrivare al cross dal fondo. Molto meno fluido il gioco dell’Empoli quando deve gestire il possesso, nonostante la scelta dei due centrocampisti centrali ricade spesso su calciatori abili nel palleggio.

In definitiva, i rossoblù possono aspettarsi un Empoli difensivo che proverà a reggere l’urto dietro e ripartire a tutto gas cercando di sfruttare gli spazi eventualmente lasciati dalla squadra di Thiago Motta.

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