Bologna FCEuropa League
Bernardeschi pre Maccabi-Bologna: «Dobbiamo ripartire dal sacrificio»
Le dichiarazioni del numero 10 rossoblù nella conferenza stampa pre Maccabi Tel Aviv-Bologna.
Nella giornata di oggi, il Bologna è finalmente atterrato in Serbia per prepararsi all’ultima delle otto partite della prima fase di Europa League: Maccabi-Bologna. La gara, che si disputerà nella città di Backa Topola, andrà in scena domani alle ore 21 alla TSC Arena e i rossoblù cercheranno di ottenere i tre punti con la speranza ancora viva di entrare nelle prime otto in classifica.
Questa sera, all’interno della sala stampa dello stadio serbo, Vincenzo Italiano e Federico Bernardeschi si sono messi a disposizione dei giornalisti per rispondere alle domande pre gara. Di seguito, riportiamo le parole del numero 10 rossoblù.
Bernardeschi sulle sue condizioni fisiche
«Sto bene, sono rientrato in gruppo, c’ero a Genova e ci sarò anche domani per Maccabi-Bologna. Sono a disposizione del mister: la visita medica è andata molto bene».
Sul momento di calo del Bologna
«Io penso una cosa: bisogna analizzare il quadro a 360 gradi perché altrimenti non si ha il quadro completo. Ora siamo in un periodo in cui le cose non vanno benissimo, ne siamo consapevoli, però si deve anche considerare tutta quella che è la stagione completa. Il calcio come nella vita è fatto di cicli, io non ho mai visto nessuna squadra andare solo in una direzione, cioè verso l’alto. È normale, è così, noi lo sappiamo e ne abbiamo consapevolezza».

Federico Bernardeschi (© Bologna FC 1909)
Su cosa deve fare il Bologna per tornare al massimo a partire dal Maccabi
«Sappiamo benissimo il momento che stiamo attraversando e in questi momenti secondo me la cosa importante da fare è ripartire dalle basi. Dalle basi del lavoro, del sacrificio, dalle basi dell’umiltà. Prendersi ognuno di noi le proprie responsabilità, guardarsi negli occhi. Io ho sempre detto una cosa da quando sono qui, che questo gruppo ha dei valori umani non indifferenti e che questo gruppi ha dei valori che raramente si vedono. Lo hanno dimostrato lo scorso anno, lo hanno dimostrato l’anno prima ancora e l’abbiamo dimostrato quest’anno. Quindi in questo momento bisogna avere la serenità, la tranquillità e la pazienza di uscirne tutti insieme, con grandissima responsabilità da parte di ognuno e lavorando».
«Lavorando, seguendo il mister, seguendo la società seguendo quella che è la direzione, perché la direzione è unica e si va avanti. I momenti difficili arrivano, come arriveranno quelli belli, come sono già arrivati quelli belli. È normale, ci stanno i cali soprattutto quando giochi ogni tre giorni. Quindi secondo me il quadro da analizzare è ampio e vanno analizzate tantissime cose. La prima cosa è sicuramente che dobbiamo migliorare a non metterci in difficoltà da soli, questo sicuramente, ed è per questo che serve responsabilità da parte di tutti quanti, da chi sta fuori a chi è dentro, dalla società al mister, ai giocatori, veramente da parte di tutti quanti».
Federico Bernardeschi esulta dopo il suo gol in Bologna-Salisburgo (4-1) (©Bologna FC 1909)
Bernardeschi preferisce giocare a destra, sinistra o sulla trequarti?
«Il gioco a sinistra per un mancino è molto più diretto, cerchi più la profondità e cerchi di servire il compagno sul fondo. Quando invece gioco a destra viene più naturale entrare dentro al campo e trovare un filtrante o andare al tiro più spesso. Il trequartista invece deve ballare tra le linee e trovare gli spazi più giusti e soprattutto avere il tempismo di dialogare con i compagni, aiutando nella fase di impostazione e nella finalizzazione. Sinceramente non ho una preferenza, l’ho sempre fatto nella mia carriera, sono stato messo da una parte dall’altra, addirittura ho fatto il falso 9. Ovviamente a destra mi viene più naturale, ma non è un problema»
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