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Il Bologna e Thiago Motta: la storia è storia, il futuro sarà comunque radioso

Nessuno sa quale sarà il destino di Thiago Motta: comunque vada, è già nella storia, ma il Bologna ha la strada tracciata, con o senza di lui

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Thiago Motta (© Damiano Fiorentini)
Thiago Motta (© Damiano Fiorentini)

Stiamo arrivando al capolinea della stagione – di questa fantastica stagione, specifichiamo – e per tutti è il momento di festeggiare. Una stagione come questa rimarrà nella storia del Bologna, è innegabile. I protagonisti ormai li conosciamo a menadito e si sono guadagnati con ampio margine un posto nella memoria di tutti, ovviamente in senso assolutamente positivo, anche Thiago Motta.

Perché queste parole? Perché il calcio corre veloce ed è fatto di cambiamenti: per il romanticismo dei tifosi – tutti, compreso chi vi sta scrivendo – è inimmaginabile interrompere una storia d’amore come quella del Bologna e i suoi interpreti, ma è una possibilità che bisogna mettere in preventivo. L’obiettivo principale di questo discorso è uno e uno solo, e cioè sempre Thiago Motta e il suo futuro: un vedo e non vedo arrivato ormai ad una risposta obbligata.

Bologna e Thiago Motta, una storia troppo bella per essere rovinata

Dopo la conferenza stampa del mister italo-brasiliano in questo primo pomeriggio, la gente si è scatenata. Per molti, le parole di Thiago avevano il retrogusto dell’addio. E se fosse davvero così? A nessun tifoso del Bologna va ovviamente ricordato cosa ha costruito questa area tecnica – mister e dirigenza – in quasi due anni: un progetto vincente.

Se ci saranno dei saluti, alla fine della stagione, sembra utopistico dimenticare quello che è stato. Per noi, chi ha fatto parte di tutto questo va in primis ringraziato, perché il merito è di tutti. Gli amori più belli possono finire, ma la memoria è eterna: questa stagione va al di là di tutto.

Thiago Motta: se sarà addio, ci sarà solo da guardare avanti

Non nascondiamoci: la prima pretendente per Thiago Motta è la Juventus, e questo è esattamente paragonabile ad un toro che vede rosso per i tifosi Rossoblù. Come dar loro torto, visto la rivalità che si sente nei confronti di Madama in città? Ma questa, per Bologna, non è una volta come tutte le altre: il Bologna è in Champions League. Il Bologna può permettersi di guardare al futuro con il sorriso, anche senza Thiago Motta in panchina.

Ormai il treno di questo progetto è partito, e nessuno ha intenzione di fermarlo, non ha vincoli. Questo è il punto importante, e, per quanto nel cuore ci sarà “rancore” – sportivamente parlando – quanto fatto porta anche il suo nome: “chiederne la testa” – sempre in ambito sportivo – sarebbe rinnegare tutto questo, e tutto questo è troppo grande.

Questo Bologna è pronto ad ogni evenienza

Il titolo di questo paragrafo, per noi, rappresenta la pura verità: questo Bologna ha una storia che parte da lontano, ed è arrivato sino a questo momento. Questo Bologna parte da Sinisa Mihajlovic, colui che ha costruito e che ha lasciato un Bologna decisamente diverso da quello trovato al suo arrivo. Questo Bologna passa da Thiago Motta: al suo arrivo non era per nessuno, al di fuori della dirigenza, la prima scelta, anzi. Ma questo Bologna ha accumulato tutti gli insegnamenti, ed è arrivato a questa stagione e all’Europa più bella di tutte. Questo Bologna può solo proseguire su un percorso tracciato, e che sia il mister italo-brasiliano ad accompagnarla o un nuovo condottiero, sarà solo un altro capitolo di questo fantastico percorso.

Ognuno ha la sua visione, ma tutto questo non va insabbiato

Torniamo al punto focale: il timore di veder accasato colui il quale ha portato questo Bologna in Champions ai rivali “meno simpatici”, per usare un eufemismo. Se questo sarà l’epilogo, Thiago Motta va ricordato come merita: un allenatore che ha portato entusiasmo. Non solo per i risultati: ha tracciato una strada che il Bologna potrà perseguire senza di lui, e senza guardarsi indietro. I tifosi devono fidarsi del Bologna perché è la stessa società che lo ha scelto.

Thiago perseguirà le sue ambizioni e il Bologna farà altrettanto: se il passaggio sarà verso Torino, la memoria di quanto fatto sovrasterà tutto, perché le emozioni sulla bilancia hanno diverso valore, e quelle di quest’anno sono imparagonabili. E, sempre nel caso in cui dovesse avvenire la separazione, chi verrà troverà una piazza colma di affetto e pronta, anch’essa, a guardare verso l’orizzonte: la gente va e viene, il Bologna resta.

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