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L’altro spogliatoio: la Salernitana di Davide Nicola

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All’andata per il Bologna, quella con la Salernitana, fu una sfida molto difficile, risolta solo nel finale. Da allora sono passati molti mesi e i granata campani nel frattempo hanno cambiato proprietà e ben due allenatori. Oggi la squadra è nelle mani di Davide Nicola, allenatore che in passato ha rianimato squadre in estrema difficoltà. Per i rossoblù sarà una sfida molto complessa perché la nuova guida tecnica della squadra di Salerno ha già conseguito un risultato importante come il pareggio di San Siro contro il Milan, una grande iniezione di fiducia

Difficile individuare una situazione tattica ben precisa. La Salernitana si è schierata a San Siro con un 4-2-3-1, molto ordinato. La squadra di Nicola ha fatto grande attenzione alla fase difensiva, cercando di tenere la linea difensiva alta, e costringere il Milan a giocare molto lontano dalla porta difesa da Sepe. Una tattica riuscita, perché i granata sono riusciti a limitare i centravanti rossoneri, evitare gli uno contro uno sugli esterni e soprattutto hanno dovuto coprire poco campo per risalire in possesso.

Alla fine è arrivato un 2-2 che sa di vittoria. Tuttavia, l’impressione è che Nicola adotterà di volta in volta una situazione tattica diversa per adattarsi meglio alle caratteristiche dell’avversario. Attenzione dunque alla possibilità che quest’oggi il tecnico torinese decida di giocare una partita “reattiva” con una difesa piuttosto bassa e la possibilità di lasciarsi spazi in avanti per ripartire, appena rientrati in possesso. In questo senso, la presenza di un giocatore di qualità come Franck Ribery è un pericolo da non sottovalutare, perché il francese ha la qualità e la visione di gioco per ribaltare l’azione a permettere ai suoi compagni di attaccare gli spazi.

Nicola lavorerà su un atteggiamento camaleontico dei suoi, in modo da adattarsi di volta in volta alle situazioni. Una soluzione che potrebbe essere la via giusta per provare quantomeno a lottare concretamente per la salvezza, giacché grazie al mercato di gennaio i campani hanno acquisito giocatori giovani, di qualità e con caratteristiche diverse da quelle che il 3-5-2 molto remissivo precedentemente utilizzato sia da Colantuono, che da Castori, avrebbe richiesto.

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