Bologna FC
Lezioni di Tedesco – Chi ben comincia…
Negli ultimi minuti della partita di stasera, Domenico Tedesco aveva gli occhi cerchiati di stanchezza. Probabilmente un illusione ottica, ma ci rimane impresso il viso stravolto del Tecnico rossoblù, per quei lunghissimi 96 minuti “sofferti” a bordo campo. 96 minuti in cui lo “spartito” tecnico, mostrato sulla pelouse del Dall’Ara, ha evidenziato tutti i suoi limiti di questo inizio di stagione. Di inizi del genere, negli ultimi trentanni, ne abbiamo visti diversi, con esiti del tutto differenti.
Ma in questi ultimi tre anni, inizi a parte (poche partite, d’altronde – ndr), abbiamo visto giocare davvero un bel calcio, non sempre, magari, ma sicuramente per lunghi tratti. E in questi tre anni sono arrivate vittorie importanti, giri “orgogliosi” in Europa e in bacheca oggi abbiamo una Coppa Italia in più.
E in questo mese (non solo stasera), dite quello che volete, c’è stato un brusco e imprevisto passo indietro. Fa parte di una nuova ripartenza, lo scotto da pagare direte Voi: ma non c’eravamo abituati e questa sconfitta, onestamente, pesa il doppio. Ma qui devono finire le lamentele.
Diamo tempo a Tedesco
Domani si riparte, Atalanta nel mirino lunedì sera, zero punti in classifica. Si ricomincia da un principio chiaro: si deve dare tempo all’allenatore, che è qui da poco più di un mese, con una squadra che sta cambiando nei suoi elementi. E come si dice il tempo è galantuomo: mai abusarne. Alcune considerazioni:
- Sono stati venduti il miglior attaccante e il miglior difensore e il miglior centrocampista è andato in scadenza e non è stato rinnovato. E, per adesso, non sono stati sostituiti con giocatori di pari valore, almeno stando a questi primi 90 minuti. Per questo bisogna dare a Tedesco tutte le attenuanti.
- Per tutto il ritiro si è giocato, principalmente, con il 4 3 3, per poi passare al 4 2 3 1 quando si è iniziato a giocare per i 3 punti. Questa retromarcia forse è un segnale di grande saggezza del Mister, che ha capito che il sentiero che deve percorrere è più lungo di quanto si aspettasse. E quindi lascia che i suoi ragazzi ritrovino schemi già vissuti e conosciuti, per farli sentire di più nella loro confort zone.
Tedesco è un ottimo allenatore, chiamato ad un compito arduo: arrivare ad allenare in Serie A, con la sola esperienza di campionati esteri. La serie A ha i suoi codici e non sono di semplice lettura e interpretazione. Ma siccome Domenico è una persona intelligente ha comunque l’esperienza giusta per fare bene sulla nostra piazza. Occorre solo un minimo di pazienza, di tempo che aiuti il Mister a prendere in mano la situazione e capire dove è ammarato. Perchè stasera cambiare il sistema di gioco, avendo capito le difficoltà di interpretazione dei suoi ragazzi, è un bell’inizio, dimostrando capacità di adattamento. O almeno ci piace vederla così ed essere, sinceramente, ottimisti.
Per cui, risultato a parte, c’è tutto il tempo per recuperare e migliorare la sua cifra di gioco.
Intanto, benvenuto in Serie A, Mister Tedesco.
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