Bologna FC
Bologna, senti Maifredi: «Bologna non può ‘vivacchiare’ in Serie A, e questo lo deve capire anche Saputo: accontentarsi non va bene»
Intervista all’ex allenatore del Bologna, Luigi Maifredi. Tanti i temi in ballo: dal calciomercato al nuovo allenatore, per finire alle linee guida della società
In un’estate di calciomercato ricca di spunti e non priva di sussulti, il Bologna ha cambiato tanto salutando diversi interpreti fondamentali. Nel corso delle ultime stagioni, Lucumì, Freuler e Santiago Castro hanno rappresentato delle garanzie difficilmente rimpiazzabili. La società sta tentando di attutire il colpo, cercando di facilitare l’esordio di mister Tedesco sulla panchina rossoblù. Va detto che allo stato attuale delle cose, nel giudizio, i dubbi sono maggiori delle sicurezze. È dello stesso tenore Luigi Maifredi, ex allenatore del Bologna, intervistato in esclusiva da Matteo Dalla Vite, nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.
«Non posso sbilanciarmi su Tedesco. Ho letto informazioni e visto qualche spezzone. Aspettiamo: al Dall’Ara andrò più avanti. A questa squadra va data una linea certa, una proposta di gioco che sia anche innovativa.» Uno degli aspetti maggiormente condivisi dalla tifoseria e dallo stesso ex rossoblù è il talento di Giovanni Sartori, per il quale Maifredi non lesina apprezzamenti. «Sartori ha scelto Tedesco, quindi bisogna fidarsi. Io credo che Tedesco abbia capito una cosa: Bologna non può cadere nell’anonimato. Bologna è la città più bella nella quale poter allenare in Italia, e lo è da ogni punto di vista. Di certo Tedesco dovrà dare una proposta di gioco nuova.»
Maifredi a ruota libera sul Bologna
Ciò che emerge in maniera netta e chiara dall’intervista rilasciata a Matteo Dalla Vite è il timore che il Bologna possa indietreggiare rispetto al percorso intrapreso negli ultimi tre anni. Maifredi non ci sta: «era così bello vedere il Bologna fra le prime del campionato. Bellissimo. Per questo dico che non si deve disperdere quel patrimonio costruito negli ultimi anni. Sono un estimatore assoluto di Giovanni Sartori, si sa: un fuoriclasse. Quindi aspetto ancora ad esprimere giudizi di un certo tipo sulla squadra perché io mi fido di lui.»
La domanda incalzante del giornalista non si fa attendere. Dalla Vite chiede se, in questo senso, la responsabilità del nuovo corso poggi interamente sulle capacità di Domenico Tedesco. «No, per carità. Tutto parte da Casteldebole. In passato, ma spero prima o poi succeda, avrei voluto fare due chiacchiere con Saputo, un caffè. Lo ritengo una persona serissima. Gli direi che nella città che ha abbracciato, non si deve vivacchiare. A Bologna oggi non ci si accontenta più, ed è giusto che sia così. Da quando è arrivato Sartori l’asticella si è alzata. E va tenuta alta.»
L’intervista prosegue in direzione del gruppo squadra, chi ha lasciato e chi ha rinnovato. «Sono contento del rinnovo di Orsolini, ma in fondo non sono mai stato un suo grande amante. I leader sono altri, per me lo era Freuler. Potrebbe prendere il suo posto Federico Bernardeschi, perché ha spessore ed esperienza per esserlo. Bella mossa di Tedesco di posizionarlo mezzala. Intuizione che sposo completamente: ha fisico, qualità, corsa e personalità per stare lì. L’avrei fatto anche io. Lui deve fare il trascinatore e Tedesco deve convincerlo di esserlo.»
Sul calciomercato
Sulle tre grandi cessioni e i conseguenti nuovi arrivi Maifredi è categorico: «torno sempre a Sartori. Mi fido ma sono curioso se saranno state tutte scelte giuste. Rowe non si deve toccare, ma lui e Orsolini non devono sfiancarsi a difendere. Devono servire un attacco oggi diverso. Tedesco deve mettersi in testa che quando hai due bocche da fuoco, due attaccanti così d’area, beh, devi assisterli al meglio. Dovbyk mi è sempre piaciuto, deve sveltirsi ma vale. Sia lui che Piccoli devono mettersi in testa che il Bologna può farli decollare. E viceversa.»
La battuta finale è diretta a Tedesco, un consiglio da un bolognese acquisito come Maifredi. «Che si cali nella bolognesità, nella semplicità qualitativa di questa città, che non pecchi di presunzione e che vada sempre verso la gente. Con le sue idee e l’aiuto della città, lascerà un’impronta sua, necessaria, per non doversi accontentare.»
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Nino Ferretti
23 Agosto 2026 at 12:01
Dimenticavo: Moro è migliore di ElAzzuzi, aspettate a venderlo!