Bologna FC
Lezioni di Tedesco – Siamo tutti Domenico
Ieri pomeriggio il caldo era ovunque e sudavano pure i cancelli; i giocatori stavano arrivando alla spicciolata, intorno alle 19, Domenico era già dentro. Con un piccolo capannello di tifosi di fianco all’ingresso dell’entrata del Nicolò Galli iniziava la stagione 2026/27, la prima in rossoblù di Domenico Tedesco.
Domenico era a Bologna già da sabato
Arrivato nel week end sotto le due torri, sembra che abbia scelto casa (in centro, per vivere la città al meglio) e si sia rifugiato al Centro Tecnico per iniziare a studiare la partenza. Così ieri sera, esattamente come si fa fra vecchi amici, ha voluto iniziare la sua avventura in rossoblù con una cena, con tutti convocati. Una tattica di team building che già Vincenzo (Italiano) aveva usato, ma che non può non provocare un moto di pura simpatia. Perchè degli ultimi 5 allenatori succedutisi a Bologna, Domenico è quello che ha il palmares di calciatore “meno scintillante” (Inzaghi, Mihajlovic, Thiago Motta, Vincenzo Italiano e Domenico Tedesco). Dei cinque menzionati prima tre sono nazionali e uno un ottimo centrocampista della nostra serie A. Ma è anche quello più giovane del lotto ad aver allenato una nazionale europea e ad essersi seduto su panchine prestigiose non ancora quarantenne. E come Vicenzo (ma più giovane di Vincenzo) ha vinto una Coppa Nazionale (di Germania) e una supercoppa (di Turchia) pochi mesi fa (cosa che è mancato nel palmares di Italiano).
I paragoni non fanno bene
Si diceva degli ultimi 5 allenatori che si sono seduti sulla nostra panchina: Pippo Inzaghi, Sinisa Mihajlovic, Thiago Motta, Vincenzo Italiano e, adesso, Domenico Tedesco. Usciamo dai paragoni e stiamo sul presente, un presente che si chiama Domenico Tedesco. Domenico è alla prima esperienza italiana, ma ha già un curriculum impressionate per “un neo quarantenne”. Lui voleva fare questa esperienza, l’Italia gli mancava. Adesso occorre, anzi no, rettifichiamo, è necessario che la squadra che verrà consegnata a lui sia di livello, perchè “il tornare in Europa” non sia una frase buttata lì, ma diventi “solida realtà”. E allora Bologna può essere la Tua rampa di lancio, per completare un curriculum di tutto rispetto.
Allora Mimmo uno di noi e forza Bologna, sempre e comunque: la sensazione è quella che i giorni brutti siano alle spalle.
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