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Tifosi rossoblù – Le testimonianze del pomeriggio di ieri, tra sorrisi, speranze e orgoglio cittadino

I tifosi fuori da Casteldebole e l’arrivo dei calciatori per la cena di ieri, martedì 7 luglio: le vostre testimonianze e le interviste sulla stagione che verrà

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Tifosi rossoblù all'esterno di Casteldebole (© Ilaria Matteuzzi x 1000Cuori Rossoblù)
Tifosi rossoblù all'esterno di Casteldebole (© Ilaria Matteuzzi x 1000Cuori Rossoblù)

Il pomeriggio di ieri contrassegnato dal caldo torrido degli inizi di luglio ha anche inaugurato il nuovo corso del Bologna. A Casteldebole si sono ritrovati i calciatori assieme ai membri della società per cenare in vista dell’inizio ufficiale della stagione, prevista per stamane alle ore 9.00. Il primo ad arrivare è stato Orsolini che si è fermato qualche momento a parlare con i tifosi presenti, senza rispondere alle domande dei giornalisti. Poco dopo è sfilato Cambiaghi e via via sono arrivati tutti i giocatori non impegnati nel Mondiale ancora in corso. A tutti i calciatori, nessuno escluso, è stata destinata una parola di conforto e di stima: i più acclamati Orsolini, Castro, De Silvestri e Bernardeschi.

Questa è la cronaca del tardo pomeriggio, che non restituisce l’attesa e la speranza che albergava fuori da Casteldebole. I tifosi che hanno sfidato le altissime temperature all’esterno del centro tecnico ‘Niccolò Galli’, hanno manifestato il proprio orgoglio nel tifare Bologna. La parola, in questi casi, va incoraggiata: ed è proprio ai numerosi tifosi rossoblù che quest’articolo è indirizzato. Sono le loro testimonianze, sotto forma di interviste, che hanno tenuto compagnia in un soleggiato pomeriggio di luglio.

Francesco e Anna: di padre in figlia

Chi ha sfidato il clima, fin dalle prime ore del pomeriggio, sono un padre e una figlia, tifosissimi rossoblù. Anna, cosa ti aspetti dalla stagione che verrà (ripercorrendo la melodia dell’artista più influente e poetico della storia bolognese)? «Mi aspetto un gran Bologna, come è sempre stato, unito e forte. Mi aspetto una bella stagione: sono fiduciosa sullo spirito della squadra e sulla sua grinta.»

Francesco, per lei cosa rappresenta il Bologna? Qual è la sua percezione? «Per me il Bfc è la squadra del parchetto, della parrocchia, che ce l’ha fatta. Mi spiego meglio: dopo tante peripezie e sofferenze (ho visto il Bologna in C, in B, l’ho vista giocare in campetti di periferia), il Bologna ha tenuto testa alle big con un terzo delle spese.

Per me il Bologna è il bambino che sogna di diventare calciatore e ce la fa, con dedizione e un po’ di fortuna, ma soprattutto tanta bravura e determinazione. La domenica allo stadio, c’è ancora quella parte di Bologna che si è un po’ persa negli ultimi anni. Abbiamo perso la semplicità di sederci allo stadio e tifare. Una volta a Bologna se cadevi, non arrivava una persona per rialzarti, correvano in cento in tuo soccorso. E questa qualità cittadina si è andata perdendo: si vive in un clima di indifferenza che mi rattrista.»

Anna, quali sono i calciatori, o meglio le persone, che preferisci all’interno del gruppo squadra? «Sicuramente Lollo (Lorenzo De Silvestri); non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma si vede perfettamente che è il leader dello spogliatoio. Quando la squadra saluta la curva, è il primo che incoraggia i compagni, che li abbraccia. In generale mi piacciono tutti: il più piccolino Benja (Benjamín Domínguez), così come Rowe e Orso (Riccardo Orsolini) sono i miei preferitiIo seguo il Bologna da quando ero in terza media. Da lì ho scoperto questa passione: sono fiera di essermene innamorata.»

Cosa vorreste vedere dalla stagione che inizierà domani (oggi)? «Avendo meno competizioni, vorrei vedere il Bologna dove merita di stare, tra le prime quattro-cinque del campionato. Sono assolutamente d’accordo con la scelta di Domenico Tedesco, che è un grande allenatore. Si vinca o si perda io tiferò sempre Bologna. Mi ricordo ancora quel Bologna-Torino con 5 ore di pioggia: io e mia figlia eravamo allo stadio, con le scarpe da moto, le tute termiche perché faceva anche un gran freddo. Siamo rimasti fino al termine, quando Dan Ndoye ha segnato il gol della vittoria finale. Ci siamo divertiti tanto. Vorrei vedere quel Bologna lì: quella squadra che ci faccia battere il cuore dal lunedì alla domenica.

Le altre testimonianze dei tifosi fuori da Casteldebole

Durante la trasmissione andata in onda nel nostro canale YouTube, Eugenio Fontana ha raccolto altre voci e testimonianze dal popolo rossoblù assiepato fuori dai cancelli di Casteldebole. La storia più assurda arriva dalla Calabria, e da un simpatizzante rossoblù (Giovanni) che ha visto crescere Domenico Tedesco. «Io sono un simpatizzante del Bologna, e spero che Domenico Tedesco, che è un mio compaesano, faccia bene. Conosco il padre, ma non conosco lui perché partì quando aveva due anni. Tedesco al Bologna può portare tanta esperienza a dispetto dell’età: aspettava questa chiamata da tempo; voleva allenare in Italia.»

Fabio, un altro tifoso rossoblù, si dice sereno «nelle mani di Sartori. Speriamo che possa avere denaro a sufficienza per le sue operazioni. Vorrei che Castro e Rowe rimanessero. Ho dei dubbi molto forti su Orsolini: non so se rimarrà.»

Poi ci sono Luca e Giacomo, padre e figlio. «Vorremmo tornare in Europa, ma probabilmente quest’anno sarà una stagione di studio, con alti e bassi, perché Tedesco avrà bisogno di tempo

Gabriele ha sensazioni positive dalla stagione che verrà. «Sul mercato però vediamo, perché è un grosso punto di domanda. Vorrei rimanessero Rowe, Orso e Pessina.»

Federico, Paolo e Anselmo si ritengono molto fiduciosi e positivi. La scelta di Tedesco è stata vincente e Saputo, così come Sartori, non deludono mai.

Il lato poetico di un pomeriggio estivo deriva anche dalla diversità del pensiero che unisce cuori e tifosi lontani. Padri e figlie, amiche e amici, abbonati e non. Il Bologna avrà sempre la sicurezza di essere sostenuto con orgoglio da ognuno di voi.

 

 

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