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Il filo che lega Palladino a Mihajlović: svelato il motivo dei tanti infortuni rossoblù
Palladino sulla falsariga di Mihajlović: l’etica del lavoro come base di partenza
Raffaele Palladino è arrivato sotto le Due Torri da poco più di un mese, e la sua impronta è già ben visibile. Nella corsa, nell’atteggiamento e nel linguaggio del corpo c’è qualcosa di diverso. Contestualmente, però, si registra anche un notevole aumento degli infortuni ai danni dei giocatori rossoblù. I primi ad accusare il colpo sono stati Bernardeschi, Odgaard, Casale e Holm; quindi Orsolini, e infine, ripercorrendo la linea cronologica, Piccoli.
Come riportato da Stadio, si tratta di acciacchi muscolari non derivanti dalla mancanza di forma fisica, bensì dal processo di miglioramento della stessa. Potrà suonare paradossale, ma è proprio quello che sta accadendo al Bologna. Dal suo ingresso a Casteldebole, il tecnico campano ha significativamente alzato i carichi di lavoro, e i corpi ne stanno pagando le naturali conseguenze. Tuttavia, nulla è casuale.
Il marchio di fabbrica di Palladino: le statistiche non mentono
Se da una parte l’afflusso nell’infermeria di casa è lievitato, dall’altra il campo sembra restituire numeri confortanti. Sotto la gestione di Palladino, i chilometri di corsa percorsi alla massima intensità sono sensibilmente cresciuti: contro l’Inter sono stati 6,78; al Via del Mare 6,31; e al Dall’Ara contro il Torino 6,07.
Contrariamente, durante la permanenza di Tedesco, l’apice si era toccato con i 5,91 nella sfida con il Sassuolo. A seguire c’erano stati i 5,69 contro il Napoli; i 5,65 contro la Lazio; e i 5,58 contro l’Atalanta. Dati che raccontano da soli la volontà di esprimere un gioco diverso, più propositivo e, se possibile, aggressivo. Nonostante i frequenti stop che stanno caratterizzando questo avvio di stagione, non bisogna preoccuparsi. A Casteldebole si sta lavorando in ottica futura, e solo il tempo potrà mostrarne i frutti.
Palladino come Mihajlović: le vittorie passano dagli allenamenti
Sulle orme di un suo predecessore. Lo sbarco a Bologna da parte di Palladino in qualche modo ci riporta indietro a quello di Mihajlović, nel lontano 2019. Anche allora, dal suo arrivo, gli allenamenti avevano subito ingenti variazioni in termini di intensità, con qualche battuta d’arresto fisica a fare da contorno. Tuttavia, il riscontro sul campo era stato positivo con il Bologna che aveva ingranato più di una marcia.
Ecco, la speranza è proprio quella. Sotto le Due Torri c’è bisogno di un cambio di passo per rilanciare una classifica che al momento non sorride ai rossoblù. Dal suo insediamento sulla panchina, Palladino ha raccolto quattro punti dei nove disponibili in totale. L’obiettivo è quello di accrescere questa cifra, forti di un lavoro che parte da dietro le quinte.
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