Bologna FC
Pall@dino – 17 milioni di buoni propositi
Leggere un bilancio, con un utile importante, di ben 17 milioni, è un qualcosa che dovrebbe far ben sperare per il prossimo futuro di quell’azienda. Anche se l’Azienda in questione ha il suo core business nella gestione di una squadra calcio di serie A. Un utile che racconta di un’accorta gestione, pur nella sua complicazione, perchè si parla non solo di tesserati e tecnici, ma anche di dipendenti (291, tanti) che concorrono al funzionamento del business.
Confrontando le ultime due annate, nello scorso bilancio il risultato fu di un utile di 14 milioni, quello di quest’anno di oltre 17 milioni. Numeri che fanno emergere e di molto l’operato societario, attento a tutte le sue componenti e all’organizzazione nel suo complesso. Organizzazione che negli ultimi anni ci ha portato a girare due volte in Europa e vincere la nostra terza Coppa Italia.
Fin qui la parte bella del racconto, perché la gestione caratteristica della società sono poi le performance della squadra. E quest’anno, invece, l0 abbiamo iniziato male, ad onor del vero. Frutto (ma qui bisognerebbe aspettare la fine del campionato, per trarre delle conclusioni) di scelte di mercato che hanno creato nei tifosi non poche perplessità. E che la classifica, impietosamente, sta confermando.
I milioni non vanno in campo
Quante volte avrete sentito il mantra del titolo del paragrafo, i milioni intesi quelli del bilancio. Della squadra che ci portò in Champions rimangono pochissimi elementi ( Skourpski, Moro, Ferguson e Orsolini), tutti gli altri, in questi tre anni, sono stati venduti. Ma il trading player è una formula che, se ben gestita, permette di aiutare finanziariamente il club e di sostenersi, senza ricorrere a finanziamenti della proprietà.
Il valore di quella rosa (2023/2024, dato estrapolato oggi da transfermarkt) era arrivato a 349 milioni, con un’età media di 25,1 anni. Il valore odierno dell’intero Gruppo Prima Squadra, invece (al netto dei prestiti verso altre squadre, ma ancora di proprietà del Bologna) è di 229 milioni, con un’età media di 26,8 anni. L’equazione parrebbe fin troppo semplice, ma il risultato è un meno 120 milioni di valore e l’invecchiamento di circa due anni dell’età della rosa. Dato che andrà sicuramente motivato e spiegato, ma rimane quella classifica odierna, orribile e indigesta, che non è mai frutto del caso.
Le buone notizie, invece, vengono dal settore giovanile che nell’ultimo anno ha piazzato al quarto posto la Primavera ed è andato in finale scudetto con l’U18 di Gigi Della Rocca. E menzione d’onore anche per il settore femminile, che sta sfornando buone prestazioni.
Ripartire, quindi, dai giocatori prodotti dal nostro vivaio, finalmente, non sarebbe una cattiva notizia, anzi potrebbe essere l’alternativa di gestione ai milioni del trading player. Per informazioni, citofonare l’Atalanta.
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