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Cambio in panchina, le prime cinque gare: i numeri di cinque stagioni

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Allenatore a bordocampo con il suo assistente durante una partita serale, con i giocatori in panchina alle loro spalle
Allenatore in panchina

Raffaele Palladino ha esordito sulla panchina del Bologna con l’1-1 contro il Torino del 19 settembre, dopo l’unico punto in quattro giornate che era costato il posto a Domenico Tedesco. La sosta gli lascia tre settimane di lavoro, poi arriva il tratto in cui un cambio di allenatore si vede sul campo. Abbiamo preso tutti gli avvicendamenti in corsa delle ultime cinque stagioni di Serie A, dal 2021-22 al 2025-26, e messo accanto i punti delle cinque gare precedenti al cambio e quelli delle cinque successive con il nuovo tecnico. Fuori dal conto i traghettatori di una sola partita e i ritorni di un allenatore già esonerato nella stagione.

I casi utili sono 40. Nelle cinque gare prima dell’esonero le squadre hanno raccolto in media 2,9 punti, cioè 0,57 a partita, e nelle cinque dopo il cambio la media sale a 5,4, 1,07 a partita. In 29 casi il nuovo allenatore ha fatto meglio del predecessore, in 9 peggio, in 2 uguale. La spinta esiste ma parte da una base bassissima, perché un punto e mezzo a gara dopo il cambio resta un passo da zona bassa e non da rilancio. Sulla prima uscita di un subentrato le valutazioni divergono anche tra i bookmaker, e la differenza si vede confrontando come lo stesso match viene quotato da un operatore all’altro.

Luca Gotti al Lecce nel 2024 passa da 1 a 10 punti, Davide Nicola all’Empoli da 1 a 9, Marco Zaffaroni al Verona da 0 a 8, Daniele De Rossi alla Roma da 4 a 12 con quattro vittorie di fila. I salti più larghi arrivano quasi sempre da squadre che avevano toccato il fondo. Palladino è l’unico nome che compare due volte, entrambe con 9 punti nelle prime cinque, al Monza nel 2022 partendo da 1 e all’Atalanta nel 2025 partendo da 3.

Il Bologna del 2022 sta nella colonna dei peggioramenti, che è più corta. Alla settima giornata la squadra passò da Siniša Mihajlović a Thiago Motta, con 6 punti nelle cinque gare prima e 4 nelle cinque dopo, prima di trovare il suo passo nella seconda parte dell’anno. Sotto zero anche Andrij Ševčenko al Genoa (da 4 a 1) e Salvatore Bocchetti al Verona (da 3 a 0).

Undici dei 40 cambi sono arrivati entro la dodicesima giornata, al pari di quello di Palladino a Bologna, e in questo gruppo la media dopo il cambio è di 5,3 punti in cinque gare, in linea con il totale. Palladino al Monza ne fece 9, Gabriele Cioffi all’Udinese 6, Luciano Spalletti alla Juventus 8 nel 2025, De Rossi al Genoa 8. Chi cambia presto lo fa con una classifica corta e con il mercato di gennaio da giocare.

Per il Bologna il calcolo parte da 2 punti in cinque giornate e dal terzultimo posto, davanti solo a Genoa a 1 e Venezia a 0. Le cinque gare di Palladino sono Lecce in trasferta, Inter al Dall’Ara, Cagliari fuori, Milan a San Siro e Monza in casa, tra l’11 e il 31 ottobre. Con la media dei subentrati farebbero poco più di 5 punti, e il gruppo dei cambi precoci non sposta la stima. Palladino è il nono allenatore dell’era Saputo, e nessuno degli otto prima di lui era partito da un avvio così.

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