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Statistiche e Curiosità – I telai Dallara alla conquista dell’automobilismo sportivo internazionale

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Credits: @DallaraGroup Twitter account


Quanto l’Emilia Romagna sia una regione rinomata per la passione e le competenze espresse, tanto nell’automobilismo quanto nell’ingegneria, è risaputo in tutto il mondo. E tra i marchi di eccellenza nel mondo dell’automobilismo sportivo c’è né uno che forse non gode della fama popolare assoluta come altri marchi quali Ferrari, Lamborghini, Maserari o Pagani, ma il cui peso specifico è per certi versi più rilevante di quello delle altre case appena citate.

Fondata a Varano de Melegari da GiamPaolo Dallara nel 1972, la Dallara Automobili si è affermata nel corso degli anni come una delle icone dell’ingegneria automobilistica e delle corse, ridefinendo i parametri dell’efficienza aerodinamica, della leggerezza strutturale e delle prestazioni su pista. Con una storia che abbraccia da vicino le corse automobilistiche di élite, inclusa la Formula 1, l’IndyCar e numerose altre categorie, la Dallara ha dimostrato di essere un’ancora di innovazione nel settore. Ed è proprio sull’Indy Car e sulla Formula 1 che ci vogliamo concentrare oggi.

Formula 1

La Dallara si è affacciata per la prima volta al mondo della Formula 1 a cavallo tra gli anni 80 e 90. All’interno del progetto Scuderia Italia la Dallara non forniva solo la monoscocca del telaio ma tutta la vettura eccezion fatta per il motore che dall’88 al 90 venne fornito da Ford, nel 91 da Judd e nel 92 da Ferrari. Per 5 edizioni la BMS Scuderia Italia si presentò al campionato Mondiale di Formula 1 portando quindi su pista una Dallara fatta e finita, disputando 80 gare e conquistando 15 punti (quando ancora venivano distribuiti solamente fino al sesto arrivato). Tra gli altri, piloti quali Alboreto, Badoer e De Cesaris presero parte al progetto, dimostrando una volta di più la centralità che volesse essere data all’italianità. Il sodalizio con la Scuderia Italia si interruppe a termine della stagione 1992, fornendo un preludio al termine del progetto bresciano che, affidandosi alla Lola, nel 1993 non riuscì a replicare i risultati discreti degli anni precedenti finendo per allontanarsi dal mondo della Formula 1 proprio al termine di quella stagione.

Ma il rapporto tra Dallara e Formula 1 non poteva finire certamente qui. Nel 2010 prese il via una collaborazione con HRT, sviluppata sulla falsa riga di quello che Dallara stava facendo in altre categorie, e cioè fornendo solo il telaio, che durerà solo il primo anno del percorso della casa spagnola nel mondo della Formula 1. Un percorso che portò a risultati deludenti oltre le aspettative con alcune 14° posizioni in gara come migliori piazzamenti finali: HRT negli anni a venire, sviluppando un telaio interno, farà comunque ancora di peggio. Dal 2016 è stata invece la Haas a ricevere i frutti della conoscenza Dallara facendosi consegnare i telai per le proprie vetture. Rispetto l’avventura con la Scuderia Italia il peso di Dallara è stato da subito meno determinante, ma è con la Scuderia statunitense che la casa emiliana si è ritagliata le soddisfazioni più grandi in questo mondo. Sono 161 gare fin qui disputate in Formula 1 dal sodalizio, il quinto posto mondiale del 2018 è stato il miglior risultato raggiunto dalla Scuderia che in quella stagione finì anche per sfiorare un podio con il 4° posto al RedBullRing di Grosjean. Poi la pole position di San Paolo nel 2022 e i due giri veloci, entrambi a Singapore, nel 2018 e nel 2019 sono le soddisfazioni che Haas e Dallara si sono riuscite a togliere fin qui. Il decadimento del 2019, durato fino al 2021 sembra ormai alle spalle, in queste due ultime stagioni la Haas ha dato segnali di timida ripresa, ma per fare ancora di meglio si aspetta la stagione 2024.

IndyCar Series

Nel 1997 Dallara, dopo una lunga e attenta selezione, riesce ad inserirsi nel nuovo mondo delle IndyCar Series, capendone le potenzialità e soprattutto carpendone l’identità e le necessità, arrivando, nel giro di pochi anni, a sbaragliare la concorrenza di Lola, Reynard e G-Force e Panoz. In modo continuativo, dal momento del suo arrivo ad oggi, solo in due occasioni monoposto che non montavano telai Dallara hanno vinto il campionato, nel 1997 e nel 2003. Un dominio e una qualità costruttiva così assoluti che l’IndyCar Series dal 2008 ha deciso di equipaggiare tutti i team con i telai progettati in Italia e prodotti in America da Dallara, rinnovando questo sodalizio nel corso degli anni, mettendo al bando comunque la possibilità anche ad altri fornitori di proporre le proprie soluzioni, soluzioni fin qui ritenute economicamente e qualitativamente inferiori a quelle della casa emiliana.

Altre categorie

Oltre a Formula 1 e IndyCar Series, Dallara è stata, o è tutt’ora fornitrice unica, di telai per molti dei più famosi campionati internazionali di automobilismo sportivo, come la Formula E, in collaborazione con Spark, la Formula 2, la Formula 3, la Indy NXT e la Super Formula.

Curiosità 

  • Alla fine degli anni 90 la Dallara partecipò al primo progetto di rientro di Honda, come costruttore diretto, in Formula 1 in vece di fornitore di telai. Il progetto abortì dopo il decesso per infarto di Harvey Postlethwaite, l’ingegnere a cui era stato affidato il progetto, proprio durante una sessione di test a Jerez. Una delle 6 Honda RA099, figlie di quei giorni, esiste ancora ed è visibile alla Honda Collection Hall di Motegi.

  • Dal 2017 la Dallara ha cominciato la commercializzazione di vetture stradali di propria completa produzione. La Dallara Stradale, presentata in occasione dell’ottantesimo compleanno di GiamPaolo Dallara, è stato primo modello, da essa è derivata la Dallara Stradale EXP, una versione ancora più estrema e sportiva della Stradale classica.

  • In piena crisi Coronavirus la Dallara sviluppò in collaborazione con i medici dell’ospedale di Parma una valvola capace di trasformare un tipo di maschera da snorkeling prodotta da Decathlon in una maschera C-pap a basso costo e con ampia disponibilità di magazzino.

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