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Testi Champion, cinquantino generazionale

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“Tecnica e fantasia”: questo era lo slogan coniato da Erio Testi, che nel 1958 ereditò dal padre Umberto l’omonima azienda produttrice prima di biciclette e poi di ciclomotori; la missione della casa bolognese si concretizza perfettamente nel Champion, fiore all’occhiello del marchio felsineo.

Cinquantino moderno

La Testi fu una delle prime aziende a conferire una forte personalità all’estetica dei propri Cinquantini; il Champion, la cui produzione cominciò sul finire degli anni Sessanta, per poi continuare nel corso del decennio successivo, fu uno degli esemplari più all’avanguardia del settore. Si presentava con una serie di elementi distintivi, tra cui il telaio a doppia culla con un rinforzo in lamiera sulle giunzioni, accorgimento in grado di conferire un’ottima rigidità al complesso; questa soluzione diventerà uni dei marchi di fabbrica della Testi negli anni a seguire. 

La forma particolarmente slanciata, insieme con le gomme di dimensioni più piccole rispetto a quelle degli altri Cinquantini dell’epoca, rendevano il Champion estremamente veloce, consentendogli di raggiungere quasi i 100 km/h; questo era reso possibile anche e soprattutto grazie al potente motore Minarelli a sei marce, disponibile in versione P4 e P6. La sua estetica venne resa facilmente riconoscibile dal serbatoio dalla forma affusolata e dalla sella che segue le linee del telaio; infine, la caratteristica ed elettrizzante livrea in blu metallizzato resero il Champion uno dei Cinquantini preferiti degli appassionati. Il suo successo si estese anche oltre i confini italiani; in particolare, debuttò in Francia, riscuotendo un ottimo successo, anche grazie alla collaborazione dell’azienda francese Gitane, che si occupò di assemblare gli esemplari destinati al mercato transalpino. 

Le versioni “Lusso” e “Veloce 50”

Nella prima metà degli anni Settanta, il modello standard venne affiancato dalle versioni “Lusso” e “Veloce 50”. La versione “Lusso” si presentava come un esemplare meno aggressivo del modello standard, caratterizzato da forme non altrettanto filanti; spinto da un propulsore Minarelli P6SS, venne dotato di freno a disco anteriore poco tempo dopo la sua uscita. 

Il Testi Champion nella versione
Il Testi Champion nella versione “Lusso” (source: registrostoricotesti.org)

Venne seguito dal Champion Veloce 50, che passò per una revisione estetica ben più evidente. Su di esso venne assemblato un telaio motocross, in una particolare conformazione in cui il trave superiore funge anche da serbatoio; era spinto da un propulsore Minarelli a quattro tempi e sei marce. 

Depliant del Testi Champion nella versione
Depliant del Testi Champion nella versione “Veloce 50” (source: registrostoricotesti.org)

Campione di salita

Per volontà di Franco Neri, toscano Concessionario di Testi, le moto felsinee, e soprattutto il Champion, presero parte negli anni Settanta al Campionato Italiano di Velocità in Salita. Neri, che fu anche costruttore in proprio, e che aveva quindi una certa confidenza col mondo delle corse, era solito scambiare idee e proposte con Erio Testi riguardo ai suoi ciclomotori; nel 1975 arruolò nella sua Squadra Corse un Champion motorizzato Minarelli, che venne pilotato da Riccardo Florio nella gara in salita Gubbio – Madonna della Cima. Neri apportò alcune modifiche al Champion prima di arruolarlo in queste gare; quella più evidente fu quella riguardante il freno anteriore, sostituito con uno prodotto dalla Grimeca. In seguito la squadra di Neri sostituì anche il motore, con un Corsa Corta, sempre di produzione Minarelli; per adattare il nuovo propulsore alla forma del telaio, ne vennero tagliate le alette del gruppo termico, altrimenti troppo estese. 

Riccardo Florio in sella a un Testi Champion, impegnato in una gara del Campionato Italiano di Velocità in Salita
Riccardo Florio in sella a un Testi Champion, impegnato in una gara del Campionato Italiano di Velocità in Salita (source: registrostoricotesti.org)

 

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