Stefano Tedeschi Stefano Tedeschi Crediti: Fortitudo Flats Service Bologna

Fortitudo - Tedeschi: "Per i tifosi la Effe è un credo. Cerchiamo di fare il massimo per loro."

Scritto da  Feb 08, 2024

Questo pomeriggio alle ore 18.00 il Presidente della Fortitudo Flats Service Bologna Stefano Tedeschi è stato ospite del programma Vitamina Effe su Radio Nettuno Bologna Uno. Il presidente si è soffermato sulla squadra sui risultati e sulle ambizioni della squadra. 

Sull'ultima partita contro Verona che ha sentenziato il secondo posto dopo un campionato passato per la maggior parte in vetta. C'è rammarico e amarezza, anche con la consapevolezza di aver fatto un campionato fino a questo momento al di sopra delle aspettative? - "C'è dispiacere ma può capitare. Potevamo in certe partite come contro Forlì avere risultati diversi. Quando vince, comunque, vince la squadra, e lo stesso quando si perde. I giocatori anche più esperti hanno dato delle bellissime risposte. Anche i giovani si impegnano anche in allenamento e questo è importante. Ognuno ha il proprio ruolo."

Ha citato Forlì e aggiungiamo anche Cento, anche se l'unico giro a vuoto forse è arrivato a Udine. - "Capitano quelle giornate in cui non hai tutti i giocatori al meglio e le cose non vanno. Può capitare, però. Forse a Verona se la avessimo dieci volte la avremmo portata a casa nove."

La Fortitudo è pronta al grande passo, cioè la promozione? - "Si va in campo per vincere, è ovvio che comunque bisogna tenere i piedi per terra. Se ci fosse la possibilità di andare in Serie A lo faremo. Questo è un campionato lungo, ci sono sette partite per fare mercato, se ci saranno occasioni le coglieremo. Siamo stati primi a lungo: dobbiamo ricordarci che non è stato sempre necessario fare mercato, con il rischio di fare scelte affrettate. Poi si inseriscono gli infortuni e il fatto che i giocatori devono essere disponibili. Della Rosa è stato il giocatore più vicino, ma alla fine non è andato in porto. Quello che a me preoccuperebbe sarebbe andare in Serie A1 se non sei strutturato. Ho grande apprezzamento e stima del gruppo in toto, anche della panchina. I tifosi hanno dimostrato grande maturità fin qui."

Sul passato della Fortitudo e sulle nuove trattative. - "Ho trovato un ambiente disponibile, anche se non ho seguito le vicende precedenti. Per quanto riguarda i tifosi, abbiamo un seguito che non ha nessuno. Cerchiamo di fare il massimo per loro perchè per loro è un credo. L'unica partita proibitiva della fase ad orologio è l'ultima con Trapani. Ci teniamo e lo merita la gente."

Non si fa mercato perchè non c'è l'ambizione di salire in A1? - "No, non puoi però rischiare con gli infortuni di sprecare gli slot arrivando all'ultimo con indisponibili. Poi devono anche esserci giocatori disponibili."

Qual è lo stato di salute della società e quanto ha inciso Alibegovic. - "La salute della società è ottima e Alibegovic è importante. Stiamo lavorando per trovare nuovi soci che entrino comunque. Per salire, ci sono investitori e sponsor: cinque mesi fa non ci aspettavamo questa situazione. Pensare oggi di pianificare la Serie A è presto: facciamo un passo alla volta."

Il tifoso è giusto che sogni. - "Ci sono squadre attrezzate e a Verona può essere finita la benzina ma non è finita la stagione regolare."

Questa squadra è forte. - "Abbiamo un quintetto da Serie A. Abbiamo due americani di altissimo livello. Abbiamo giocatori che nel loro ruolo sono forti. Dobbiamo ricordarci da dove siamo partiti, la squadra sta rispondendo e sono contentissimo. Abbiamo un bel gruppo. Ognuno ha il proprio ruolo. Speriamo che le cose vadano in un certo modo."

C'è interesse di soci per entrare in società? - "Ci sono società interessate. Noi dobbiamo pensare al bene della Fortitudo."

Se non dovessimo salire Caja resta? - "Ha un contratto di due anni, un biennale. C'era un rapporto di grande stima reciproca già da tempo. Non avrebbe allenato tanto tempo in Serie A se non avesse avuto determinate caratteristiche."

Roberto Ligorio

Classe 1998, laureato in Comunicazione a Roma, studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio più grande sogno: raccontare lo sport e viverlo da vicino. Ex cestista, oggi amante del Basket, della fotografia e del cinema.