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Blue Girls – Intervista a Eva Trevisan

Intervista a Eva Trevisan, giocatrice delle Blue Girls Softball Serie A1 2024

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Eva Trevisan - Blue Girls Softball (Andrea Donati)
Eva Trevisan, Blue Girls Softball Bologna (©Andrea Donati)

Dopo aver pubblicato le interviste delle cinque compagne (Calzolari, Collina, Di Pancrazio, Minardi e Oliveti) è ora il turno del capitano delle MiaOffice Blue Girls Softball: Eva Trevisan. Terza base, classe 1980, è la giocatrice più esperta del roster e dalle sue risposte si riconosce al volo la serenità della senatrice.

Serenità che chiaramente non è estranea alle emozioni che ogni partita e ogni giocata pone davanti ad ogni atleta, ma che deriva dalla conoscenza dei propri mezzi.

Lo sguardo a 360° portato da esperienza e da senso di responsabilità della guida della squadra come capitano si evince anche dal fatto che sia la sola delle sei giocatrici a ricordarci che in questa stagione c’è un differente staff rispetto al 2023.

E ora spazio alle risposte di Eva.

Il campionato è appena iniziato, facendo un passo indietro, qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando al play ball?
«Penso alle emozioni che ho ogni volta che scendiamo in campo assieme, che cantiamo l’inno, che gioiamo, che tifiamo, che vinciamo!»

Qual è il gesto tecnico che, realizzato in gara, ti fa gioire maggiormente? E quale quello per cui ti alleni costantemente perché pensi non sia mai abbastanza perfetto?
«Quando riesco a fare una presa inaspettata e difficile aiutando la mia squadra a fare delle eliminazioni importanti e necessarie per vincere la partita. La battuta a mio avviso è il gesto tecnico più difficile nel nostro sport. A volte hai solo una possibilità, un lancio da colpire e ci vuole molta concentrazione. Per questo ho bisogno di allenarmi costantemente e con più intensità per ridurre al minimo la possibilità di sbagliare».

Eva Trevisan, Blue Girls Softball Bologna Serie A1 2024

Eva Trevisan, Blue Girls Softball Bologna Serie A1 2024

Qual è la routine con cui ti prepari alla partita? Scaramanzie, cabale, gesti metodici, eccetera.
«Quando arrivo al campo prendo la divisa, guanto, caschetto e mazza e li poso nel dugout di solito in fondo. Poi mi rilasso un po’ e cerco di avere pensieri positivi e visualizzare i momenti in cui la squadra gioca bene e vince. Poi quando iniziamo il riscaldamento di solito sto più o meno sempre nello stesso posto verso la fine del campo e prima di iniziare la partita faccio un po’ di “pepper” con qualche mia compagna».

Qual è il momento che ami di più della gara?
«Quando appena prima dell’inizio della gara cantiamo l’inno e facciamo l’urlo tutte assieme».

Qual è o quali sono le cose che ti hanno insegnato il softball? Quelle che ti hanno arricchito come persona.
Quelle che ti hanno arricchito come persona. Il softball mi ha insegnato a lavorare in un team, a fidarmi delle mie compagne, a credere in dei valori, a lottare con sacrifici per ottenere qualcosa, a crederci fino all’ultimo, a non mollare mai».

Come andranno, secondo te, le Blue Girls in questa stagione?
La squadra ha uno staff nuovo e si è arricchita di alcune giovani molto promettenti, avremo due straniere molto forti e tanto tanto entusiasmo e voglia di fare bene. Stiamo lavorando duro per arrivare ai play off. Abbiamo tutte le carte per farlo. Bisogna solo crederci!»

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