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I trionfi della Virtus – Prima puntata – 1934: la promozione

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Foto Virtuspedia


Nel febbraio del 1934 le V nere della pallacanestro partecipano al loro primo campionato di carattere nazionale: è quello di Prima Divisione, il secondo in assoluto come importanza. Fin lì i tornei erano stati solo a carattere cittadino, se si esclude quel preambolo del 1924 a Firenze, quando il cap. Vittorio Costa (come atleta della Virtus era già stato in gioventù campione d’Italia di Staffetta e aveva vinto un torneo di Scherma) aveva guidato la squadra universitaria a Firenze nei rispettivi Giochi e nel torneo di Palla al Cesto, vincendolo con una formazione costituita completamente da atleti virtussini. Poi solo campionati e tornei con squadre di Bologna, a partire dal 1930. In quel 1934 finalmente si esce dai confini cittadini. L’eliminatoria della Zona Nord – Est è la solita sfida stracittadina: il Guf Galvani fu liquidato con due successi dei bianconeri, 27 a 17 in casa il 25 febbraio e 18 a 14 in “trasferta”, due settimane dopo. Nel girone di qualificazione Nord-Ovest la squadra felsinea deve affrontare Guf Firenze e Acega Trieste. Il 15 aprile i toscani arrivano a Bologna e ripartono dopo una sonora sconfitta, 44 a 11. La settimana dopo, mentre la Virtus osserva il turno di riposo, Firenze cede anche contro i triestini. Passano altri sette giorni e la stessa sorte tocca alle V nere, sconfitte in casa Acega per 27 a 6. Dopo avere vinto a Firenze 25 a 11 la Virtus deve solo affrontare a Bologna la squadra triestina, fin lì sempre vittoriosa. Il 20 maggio Bologna prevale 32 a 25 e raggiunge gli avversari al comando della classifica con sei punti. È necessario uno spareggio che ha luogo a Venezia il 10 giugno. La squadra bolognese vince con ancora più sicurezza, 33 a 20, e approda alle finali di Firenze, in programma dal 13 al 15 luglio, al campo del Giglio Rosso. Si tratta di un girone a tre, con Unione Sportiva Milanese e Ginnastica Roma. Sono i romani i primi avversari delle V nere, in una gara diretta dall’arbitro Profeti.

I bolognesi a metà gara sono sotto 8-10 e hanno resistito soprattutto grazie ai cinque punti di Pirazzoli. Nella ripresa le V nere riescono a prevalere 17-16, sempre Pirazzoli migliore realizzatore con nove punti totali. Questo il tabellino completo della squadra guidata per la parte tecnica da Giuseppe Palmieri e per quella atletica da Filippo Giuli: Pirazzoli 9, Vannini 3, Marinelli 3, Valvola 2, Palmieri, Paganelli, Rossetti, Cao. Il giorno dopo la Ginnastica Roma esce sconfitta anche dal confronto con i milanesi, quindi il 15 luglio, la partita tra Virtus Bologna e U.S. Milanese è una vera e propria finale. È un’altra gara combattutissima: 6 pari a metà partita e 14-14 a pochi secondi dal termine. Questa volta è Napoleone Valvola a guidare il tabellino bolognese con sei punti, ma il canestro della vittoria lo segna Palmieri, un antesignano del doppio ruolo di giocatore e allenatore. Peppino, questo il suo soprannome, ancora a secco di punti segnati nelle finali, nel momento decisivo, con le V nere rimaste solamente con quattro giocatori, inventa un tiro da metà campo che dà la vittoria ai felsinei e li proietta nella massima serie, la Divisione Nazionale. Questi i punteggi bolognesi dell’ultima partita: Pirazzoli 3, Vannini 3, Marinelli 1, Valvola 6, Palmieri 2, Paganelli, Rossetti 1, Cao. In particolare il quintetto è giovanissimo: Valvola 25 anni, Pirazzoli 21, Paganelli e il capitano Vannini 20, Marinelli 19, come dire 21 anni di età media.

Napoleone Valvola, di professione gasista, era il veterano del quintetto. Bruno Pirazzoli era un atleta poliedrico, partecipò a gare di salto con l’asta, di lancio del disco, corsa ad ostacoli, inoltre giocava a pallavolo, a pallanuoto e praticava il pugilato; nel 1931/32 con la Virtus aveva disputato il II Torneo Invernale di Propaganda, poi aveva giocato con la Bologna Sportiva nella stagione successiva (il 2 ottobre 1932 vinse con cinque punti una gara di tiro disputata al Littoriale e alla quale parteciparono 24 giocatori), per poi tornare alle V nere. Athos Paganelli, migliore realizzatore, con otto punti, nella prima sfida internazionale del basket petroniano che si svolse il 17 gennaio 1932, quando una rappresentativa bolognese affrontò il Kalev Tallin, uscendo sconfitta per 12-86, cominciò proprio dal 1933/34 una lunga carriera nella Virtus, fino al 1941/42, segnando 559 punti in 102 gare ufficiali; partecipò poi anche alla ripresa dell’attività post bellica, realizzò, infatti, due punti nella finale del campionato provinciale il 15 giugno 1945 al campo del Ravone, quando la Virtus sconfisse la Virtus B, aggiudicandosi quel campionato. Venzo Vannini e Giancarlo Marinelli non hanno bisogno di presentazioni: conteggiando anche le annate in cui hanno disputato solo amichevoli o tornei cittadini, hanno indossato con nobiltà la V nera per venti stagioni, nessun altro atleta ha fatto altrettanto; non sono solo due stelle degli albori, ma la loro parabola arriva fino agli anni ’50 ed entrambi hanno all’attivo i quattro scudetti vinti dal 1946 al 1949. Giuseppe Palmieri era una gloria della Virtus atletica, campione italiano e primatista nel salto in alto e nel lancio del giavellotto, ma anche nella pallacanestro ha lasciato un ricordo storico: allenatore per anzianità, unico ad avere superato i trent’anni, anche sul campo firmò la prima grande prodezza della storia della Virtus, mettendo a segno il canestro della promozione. Fu poi importante per la Virtus anche in seguito, impareggiabile insegnante di pallacanestro; così lo ricorda Annibale Nannetti: “Giuseppe Palmieri, uno che veramente formava i giocatori: insegnava tutti i movimenti, indipendentemente dal ruolo; è così che imparai il gancio destro e quello sinistro, anche se la mia struttura fisica mi sconsigliava di avvicinarmi a canestro; è la figura che manca al basket odierno, colui capace di insegnare pallacanestro”. Un contributo più marginale diedero Lino Rossetti, detto “il “rosso”, di professione cassiere, e Francesco Cao, ma anche loro fecero parte di quella formazione che portò le V nere nel massimo campionato, nel quale sono state protagoniste fino ad oggi, ad esclusione di due brevi parentesi.

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