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La Virtus trionfa anche in gara 2. Ora manca solo l’ultimo passo – 16 Giu

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Anche gara 2 si tinge di bianconero. Il finale è 82-69 (parziali: 25-23; 43-33; 66-52)

 

SEGAFREDO BO: Spissu 12, Umeh 26, Spizzichini 5, Ndoja 2, Rosselli 11, Michelori n.e., Oxilia n.e., Gentile 6, Penna n.e., Lawson 11, Bruttini 9. All. Ramagli.

ALMA TS: Parks, Bossi, Coronica, Green 30, Pecile, Baldasso 5, Gobbato n.e., Simioni, Prandin 2, Cavaliero 17, Da Ros 13, Cittadini 2. All. Dalmasson.

 

A sole 48 ore di distanza dal primo match della serie, la Virtus si impone anche in gara due, centrando una vittoria fondamentale nel cammino per la conquista della tanto agognata, ma ora davvero vicina, promozione immediata. Una partita maschia e piena di determinazione da parte della Ramagli-band, brava nel saper soffrire nei momenti in cui gli ospiti sembravano poter controllare la contesa, sfoderando poi i colpi necessari a piegare ancora una volta la resistenza di un avversario a cui non è bastato un super Green.

Prima della palla due, c’è il tempo per ammirare la coreografia della curva dei Forever Boys e acclamare a gran voce colui che sulla panchina bianconera ha scritto pagine importanti della storia di questa società: Ettore Messina.

Le danze vengono aperte da coloro che alla vigilia sembravano fuori dai giochi causa infortunio. Ma evidentemente era pretattica. Al jumper di Green risponde immediatamente Spissu con una penetrazione nel cuore della retroguardia friulana, costretta a subire di lì a poco la poderosa bimane di Rosselli in contropiede. Bologna continua a sfruttare il proprio asse, ma Trieste risponde con un immediato 0-8 di parziale firmato dal tandem Cavaliero-Green. Umeh non ci sta e, vestiti i panni di Danilovic, concretizza un gioco da quattro punti che riporta le Vu nere al comando. Coach Dalmasson, subita la rabbiosa schiacciata di Lawson, è costretto al timeout. Trieste ne esce bene, ma il copione non cambia. Prima Ndoja dalla media, poi Lawson da oltre l’arco allo scadere dei 24”, ristabiliscono le distanze. Peccato che qualche disattenzione di troppo consenta agli ospiti di ridurre lo svantaggio. La bimane di Green vale, al 10’, il -2 (25-23). Da Ros impatta nuovamente grazie ad una penetrazione che Bruttini non riesce a contenere. I friulani tornano a condurre sfruttando la verve di un Grenn letteralmente “on fire”. Spizzichini risponde con una tripla di fondamentale importanza e l’ennesimo contro sorpasso è servito. Il match si accende all’improvviso, complice il leggero calo dei bianconeri, costretti ora nuovamente ad inseguire, a cui si aggiungono un paio di minuti di completo appannamento della terna. Tante le decisioni dubbie ed ampiamente rivedibili che mandano su tutte le furie l’intero Paladozza. La Segafredo è però brava nel non disunirsi, continuando a macinare il proprio gioco. Con pazienza torna a condurre con un vantaggio di sei lunghezze (35-29), senza però trovare il colpo che potrebbe aprire la forbice in proprio favore. Sulla persa di Umeh, Trieste tenta di finalizzare velocemente in contropiede, ma la sfera sfugge di mano in mano rotolando per il campo. Il parapiglia premia il tuffo di un indomito Bruttini, la cui azione vale un ottimo recupero. Rosselli invita Umeh ad un facile appoggio, ma alla guardia nigeriana mancano gambe e lucidità. Guido (Rosselli) decide allora di mettersi in proprio e con cinque punti in fila realizza il primo vero strappo che vale il massimo vantaggio per Bologna (42-33). Di Gentile il libero a bersaglio che vale il +10 alla pausa lunga.

Al rientro in campo la Segafredo parte alla grande. Le due bombe in fila sull’asse Umeh-Spissu fanno male al morale degli ospiti, costretti all’immediato timeout per tamponare l’emorragia. Green beneficia del break e risponde con quatto punti in fila. Rosselli schiaccia in campo aperto prima di perdere un sanguinoso pallone che Cavaliero concretizza con la seconda bomba in fila, in poco meno di un giro di lancette. Il rientro degli ospiti, ora a -8, spinge coach Ramagli a rifugiarsi in un obbligato timeout. Il copione non cambia e da una nuova persa nasce la terza tripla a bersaglio firmata ancora da Cavaliero. Bruttini risponde realizzando un fondamentale gioco da punti, utile per ristabilire le distanze. Dopo alcuni passaggi a vuoto da parte di ambo le compagini, ci pensa Umeh a spezzare l’equilibrio stracciando la retina da oltre l’arco. Di Lawson la bimane del +13, a cui Trieste risponde con un immediato break di 0-4 friulano. La Virtus non si scompone e sfruttando la verve di Gentile e Umeh amplia nuovamente la forbice. Al 30’ è +14 (66-52). Gli ospiti faticano a trovare il fondo della retina e la Virtus ne approfitta. 5-0 di parziale e nuovo massimo vantaggio sul 71-52. Da Ros risponde con due canestri in fila, Bologna soffre a rimbalzo l’energia dell’Alma che gode di troppe seconde chance, fortunatamente non concretizzate con costanza. Umeh si accende nel momento più delicato e allo stesso tempo più importante della gara. Sei i punti in fila del n°3 bianconero con cui riporta i suoi a distanza di sicurezza. Lo sforzo sembra aver prosciugato le energie della Segafredo che, nel finale, rallenta vistosamente la propria marcia. Trieste tenta disperatamente di ridurre il divario, ma sul canestro di Spissu, dopo ottima rubata difensiva, si chiude di fatto la gara. L’ultima sirena decreta il secondo successo in fila per le Vu nere che possono esultare sul risultato di 82-69.

Fondamentale la vittoria odierna che consente alla Virtus di portarsi sul 2-0, ad una sola gara dal sogno promozione. Partita dall’andamento simile a quella di soli due giorni fa, ma che ha visto valori leggermente differenti sul campo. Trieste ha combattuto con onore, trovando in Green e Cavaliero i propri condottieri. Non sono, però, stati sufficienti per arginare lo strapotere dei bianconeri che ancora una volta hanno trovato da tutti giocate importanti per centrare l’obiettivo. Umeh nuovamente il migliore in campo, ma la voglia di lottare di un generosissimo Bruttini è stata forse la carta più importante giocata dalle Vu nere. Manca solo un ultimo passo e tra quattro giorni a Trieste non sarà per niente facile compierlo. Una maggiore attenzione a rimbalzo e nella gestione dei possessi (troppe le perse quest’oggi), a cui si deve aggiungere una migliore precisione da distanza ravvicinata, potranno essere le chiavi per cercare immediatamente il colpo che vorrebbe dire promozione. Al campo l’ardua sentenza.

 

 

 

(foto: ilrestodelcarlino.it)

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