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Virtus Bologna

L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Quarantaquattresima puntata.

Altra rivoluzione. Sulla panchina Virtus promosso Messina, in campo non più Villalta e Bonamico. Si bissa il successo in Coppa Italia e arriva la prima coppa europea.

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Virtus Pallacanestro Quarantaquattresima puntata. Spogliatoio in festa per la vittoria in Coppa delle Coppe.
Spogliatoio in festa per la vittoria in Coppa delle Coppe. (Foto Virtuspedia)

Il confermato Hill non torna dall’America, dove firma per Indiana ricominciando una carriera NBA che durerà per qualche anno con buoni risultati. Alla Virtus nessuno si dispera, in fondo l’occasione è propizia per promuovere capo allenatore Ettore Messina. Il nuovo coach, dopo una felice attività nelle giovanili, abbinata al ruolo di vice, di fianco a Bucci, Gamba, Cosic e allo stesso Hill, è pronto per il grande salto. Si ringiovanisce in panchina, ma anche in campo. Villalta, il capitano, dopo tredici stagioni, dopo 9048 punti in bianconero, dopo tre scudetti e due coppe Italia torna verso le terre natie accasandosi a Treviso.

Ritirata la maglia numero 10

La canotta numero 10 di Villalta è la prima maglia ritirata nella storia delle V nere. Se ne va un altro pezzo di storia, Bonamico. Cresciuto nella Virtus, in bianconero fin dal 1972/73, con qualche parentesi in giro per l’Italia, ma protagonista dei successi in due Coppe Italia e due scudetti. Per loro nessun trionfo europeo, seppure entrambi ci siano andati molto vicini nelle finali di Coppa delle Coppe e Coppa dei Campioni. Con il loro decisivo apporto nella recente vittoria in Coppa Italia, però, hanno spalancato alla Virtus le porte della Coppa delle Coppe, si rivelerà importante. Bonamico prende la strada di Forlì, da dove giunge Lauro Bon, con la fama di grande tiratore. Da Desio, dopo essere cresciuto nelle giovanili di Mestre, arriva Claudio Coldebella, promettente playmaker.

Virtus strepitosa nelle Coppe

La stagione ufficiale comincia con la Coppa Italia (nel girone a parità di vittorie e di differenza punti con Fabriano passa Bologna per migliore differenza punti totale). Anche in campionato e Coppa delle Coppe le cose vanno bene e il momento cruciale si ha a febbraio: l’11 la Virtus batte la capolista Varese 90-89, tre giorni dopo bissa il successo nella semifinale di Final Four di Coppa Italia a Forlì, il 15 vince la finale contro il Messaggero, il 18 vince a Milano e il 20 rifila 20 punti al Paok con cinque minuti finali strepitosi nella semifinale di Coppa delle Coppe. Dieci giorni e 5 vittorie di grande peso specifico. A Salonicco la Virtus, con un grande Sugar contiene i greci e va in finale.

L’esodo a Firenze per la finale di Coppa delle Coppe

Il 13 marzo c’è l’esodo a Firenze, la Virtus batte il Real Madrid che in dicembre ha perso tragicamente Fernando Martin, poi non c’è per infortunio il russo naturalizzato Biriukov. Il Real, però, è sempre la squadra detentrice del trofeo e con una bacheca ricchissima di trofei. La Virtus con un grande Richardson e con un superlativo Coldebella, quando Brunamonti a inizio secondo tempo deve uscire, vince 79-74. Le V nere mettono in bacheca il primo alloro europeo. L’infortunio del capitano incide purtroppo sul campionato.

In campionato la Virtus paga l’infortunio di Brunamonti

La Virtus finisce solo quinta dopo essere stata sempre in posizioni migliori e, dopo aver eliminato Trieste si trova di fronte Caserta in semifinale. Persa gara uno, Bologna pareggia con 46 punti di Sugar e in gara tre, nella quale rientra un Brunamonti non certo al meglio, le V nere perdono al supplementare ma con molte recriminazioni. Si chiude comunque con due trofei, per la seconda volta nella storia. Arriva anche il titolo cadetti.

 

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