Bologna FC
Amarcord – Domenico Citeroni e il gol fantasma di Beppe Savoldi
La storia del gol fantasma di Giuseppe Savoldi contro l’Ascoli, gol evitato dal giovane “raccattapalle” Domenico Citeroni…
Lo ricordate il gol fantasma di Beppe Savoldi quando il giovane Domenico Citeroni calciò la palla fuori dalla rete? Qualcosa che oggi non potrebbe mai accadere e che, a suo tempo, per quanto si portò dietro alcune polemiche fu vissuto soprattutto come qualcosa di pittoresco. Eppure, in qualche modo, ebbe un risvolto importante. Almeno per i due protagonisti.
Siamo all’inizio del 1975. Siamo nel pieno di quella che sarà l’ultima stagione della nostra grande bandiera Giacomo Bulgarelli, con il Bologna che alla fine arriva ad ottenere un 7° posto in classifica. Collezionando anche un’eliminazione precoce in Coppa Italia ed un’eliminazione ai sedicesimi in Coppa delle Coppe.
In quella stagione, Giuseppe Savoldi arrivò in testa alla classifica marcatori a quota 17, assieme a Rivera e Pulici. Ma quest’ultimo, disputando una partita in meno rispetto agli altri, divenne ufficialmente il Capocannoniere della Serie A. Peccato che Savoldi, in realtà, di reti ne avrebbe segnate 18 se non fosse stato per un ragazzino di Ascoli, di nome Domenico Citeroni.
E attenzione, perché il sedicenne in questione non era una promessa dell’Ascoli calcio, bensì quello che allora si chiamava “raccattapalle”. Domenico, quel giorno, calciò fuori dalla porta un pallone ingannando l’arbitro che così non concesse il gol in realtà realizzato da Savoldi. Togliendogli, a posteriori, la corona di Capocannoniere della Serie A 1974/75.
Beppe Savoldi
I giovani “raccattapalle”
Per la prima volta l’Ascoli è in Serie A, e la città è ovviamente entusiasta. I giovani non vedono l’ora di poter vedere dal vivo i campioni nello stadio di casa. Ma non tutti possono permettersi di andare regolarmente a vedere la partita, e Domenico Citeroni è uno di questi. Ma allora, c’era un modo per entrare allo stadio per questi ragazzi: andare in anticipo al campo e proporsi come raccattapalle.
Non era ancora in uso utilizzare i tesserati delle giovanili, e così, ore prima della gara, un bel numero di ragazzi si trovava allo stadio con la speranza di andare a bordocampo. Quel 12 gennaio 1975 Domenico Citeroni si presenta tra i primi, ed assiste come raccattapalle ad Ascoli-Bologna da dietro una delle due porte.
Citeroni e il gol fantasma di Savoldi
Ascoli-Bologna e il gol fantasma di Beppe Savoldi
La partita vede il Bologna andare in vantaggio con rete di Landini. L’Ascoli, nel tripudio del tifo locale, raggiunge poi l’1-1 con la rete di Zandoli. Il risultato finale sarà però di 1-3, visto che Giuseppe Savoldi realizzerà la doppietta della vittoria ai rossoblù. Doppietta che poteva essere una tripletta.
Quasi allo scadere, infatti, accade il “misfatto”. Savoldi si presenta di nuovo al tiro, solo davanti al portiere in uscita. La palla supera l’estremo difensore bianconero e supera la riga di porta a fil di palo… sarebbe gol.
Ma a quel punto succede l’incredibile.
Domenico Citeroni, che era vicino a quella porta, calcia la palla rimettendola in campo, ed il difensore dell’Ascoli Castoldi, pensa bene di spedire la palla sul fondo. Il direttore di gara Barbaresco, evidentemente coperto, pensa che la palla abbia preso il palo ed assegna l’angolo. Nel filmato d’epoca, invece, il tocco di Citeroni è abbastanza chiaro nonostante tutto.
Savoldi non si lamenta, anche lui era coperto. Bulgarelli si infuria. Il capitano ha visto bene quanto è successo, ma la decisione arbitrale ormai è presa e serve a poco lamentarsi. E, in fondo, il Bologna ha ormai comunque vinto la gara visto che mancano una manciata di secondi al termine.
Domenico Citeroni, il “raccattapalle” che diventa famoso
Racconta Citeroni che, appena fischiata la fine, sgattaiolò subito fuori dallo stadio per evitare qualunque tipo di problema. Si recò diretto a casa e non raccontò a nessuno quanto accaduto, neanche agli amici più intimi. Non ebbe neppure il coraggio di guardare la “Domenica Sportiva” con la sua famiglia. Due giorni dopo venne raggiunto a scuola dai giornalisti. Alla fine, lo avevano trovato.
Così, il giovane raccattapalle finì sui giornali e in televisione dove strinse la mano a Savoldi che, da gran signore qual era, non si scompose assolutamente. Il suo unico commento fu che pensava che il ragazzino fosse più giovane di quanto non fosse realmente.
A quel punto, Domenico divenne famoso. E divenne anche il nemico numero uno degli arbitri e degli attaccanti. Lo stesso Citeroni raccontò, parecchi anni dopo, che: «tutti gli arbitri prima della partita mi volevano conoscere e vedere dove andassi».
Citeroni e il gol fantasma di Savoldi
Citeroni diviene sorvegliato speciale
Ma non basta. Infatti, durante una partita un arbitro lo allontanò dal campo sventolandogli addirittura un cartellino rosso, lamentando il fatto che Citeroni stesse perdendo tempo nel dare la palla agli avversari. La partita successiva, invece, venne ripreso dal mitico Carletto Mazzone, allora allenatore dell’Ascoli, perché con la squadra di casa in vantaggio Domenico ridava la palla troppo velocemente.
Citeroni raccontò anche che poco dopo essere stato intervistato alla Domenica Sportiva per il gol “rubato” venne chiamato a colloquio da Giorgio Chinaglia prima di Ascoli-Lazio. Long John lo fece portare negli spogliatoi e si fece assicurare che non avrebbe ripetuto lo scherzo, aggiungendo: «Se avessi rubato un gol a me, ti avrei strozzato».
Oggi, se succedesse una cosa del genere ci sarebbero polemiche infinite, per non parlare di multe e/o penalizzazioni richieste e magari concesse, alla squadra di appartenenza del raccattapalle. Allora, complice il risultato finale della partita tutto finì con semplici battute come quella di Savoldi e qualche ramanzina da parte degli arbitri che non sapevano se fidarsi o meno di Domenico.
Giuseppe Savoldi, però, non vinse la classifica marcatori per via di questo scherzetto.
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