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Bologna, De Silvestri: «Vivo il presente. Orso? Le scelte personali vanno rispettate»

Le dichiarazioni del terzino rossoblù dal ritiro di Valles

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Lorenzo De Silvestri al termine di Bologna-Inter 2025/26 (© Damiano Fiorentini)
Lorenzo De Silvestri (© Damiano Fiorentini)

Dopo Domenico Tedesco, oggi, giovedì 16 luglio, si è tenuta la conferenza stampa del capitano del Bologna, Lorenzo De Silvestri. Fresco di rinnovo fino al 30 giugno 2027, il classe 1988 ha deciso di vestire la maglia rossoblù per un’altra stagione e guidare i suoi compagni nella corsa europea (soprattutto dopo averla sfiorata con l’ottavo posto della scorsa stagione). Questo e molti altri temi sono stati toccati dal Sindaco. Di seguito, le sue dichiarazioni.

Bologna, la conferenza stampa di De Silvestri

A che ritiro sei?
«Ho perso il conto perché mi piace mi mantiene giovane, libero mentalmente. Voglio vivere alla giornata».

Che anno è per il Bologna? Raccontaci la scelta di Tedesco, che metodi usa?
«C’è una base molto importante che parte dal passato. Quando c’è un cambiamento nello staff tecnico poi devi conoscerti. Il mister ha dei concetti chiari che sta cercando di spiegarci, siamo ancora all’inizio. Parla molte lingue istantaneamente, cosa che mi ha sorpreso tantissimo, cura molto i dettagli. Ma c’è ancora tanto da fare, siamo all’inizio. Tedesco rivoluzionario? A livello di cura di dettagli è la prima volta che mi capita di vedere un allenatore così. Sta dando anche molto spazio allo staff. Innovazione e cura dei dettagli».

Com’è approcciare una stagione senza Europa 
«C’è uno zoccolo duro di giocatori che rimane sul pezzo e vuole migliorare. Poi con molti ci conosciamo già e questo ci aiuta tantissimo. Questa stagione è come sempre molto difficile. La settimana, senza i tre impegni, possiamo gestirla meglio. Questo non significa che sarà più facile vincere. C’è una concorrenza altissima. Io sono positivo per natura e cerco di vedere le cose in maniera equilibrata. Sarà una stagione impegnativa soprattutto sotto il profilo mentale».

Hai sentito Orsolini e Freuler?
«Ho parlato con Orsolini. Dal 2020 ci sono solo lui e Skorupski, è un simbolo. A me non piace parlare di scelte personali. Ognuno ha le proprie idee. Ormai ci parlo sempre, lo vedo quasi più di mia moglie. Io parlo sempre con lui ma le scelte sono personali e vanno rispettate. Freuler l’ho sentito solo durante e per il Mondiale: ha fatto qualcosa di storico. Ha 34 anni e sa bene cosa vuole».

Obiettivo personale?
«Il mio ruolo è chiaro. Con la società abbiamo un rapporto di stima e rispetto. Mi sento un privilegiato. Finché non mi sentirò andato totalmente resterò a giocare per dare al calcio quello che ho ricevuto in questi anni. Mi piacerebbe entrare nella top 30 all time di giocatori in Serie A per numero di presenze. Mi piace essere da esempio: quando facciamo le corse mi ripetono ‘Ma chi te lo fa fare?’. Però io penso che se sto lì a dare l’esempio gli do la motivazione per continuare ad allenarsi e migliorarsi».

Quanto sostegno sentite ancora dalla tifoseria?
«18.000 (n.d.r. in riferimento alla prima fase della campagna abbonamenti) è un numero importantissimo, simbolo dell’amore che c’è per il Bologna. Questo amore reciproco deve continuare, noi lotteremo per restare umili il più possibile. Alcune volte sono arrivate parole sul gruppo che non mi sono piaciute: il gruppo è sempre rimasto unito. Non mi ricordo dei momenti di nervosismo e questa cosa deve continuare».

Quando avete capito che Italiano sarebbe andato via?
«Sinceramente mai. Ho parlato con lui prima del campionato e non mi sembrava che dovesse partire».

Cosa ti ha detto Tedesco?
«Ho apprezzato che Tedesco mi abbia chiamato: mi ha chiesto le mie motivazioni e il mio stato fisico».

Come stai vedendo i giovani in ritiro?
«Molto vogliosi, si stanno inserendo molto bene. I giudizi sono positivi, perché si sono messi a disposizione. Il settore giovanile del Bologna ha fatto dei enormi passi avanti. Quindi chapeau e complimenti a loro».

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