Bologna FC
Bologna, Italiano «Odgaard non se lo è dimenticato nessuno. È al centro del progetto»
La conferenza stampa di mister Italiano, alla vigilia del ritorno del play off contro il Brann di domani sera
Dai sorrisi di Torino, Bergen e Bologna, i rossoblù rincorrono il quarto successo consecutivo tra campionato e coppa europea. Il match di domani sera, vede in vantaggio il Bologna che ha vinto l’andata (0-1): al termine della sfida, chi passa il turno approderà agli ottavi di finale di Europa League. Vincenzo Italiano dalla pancia dello stadio Dall’Ara, teatro della sfida di domani, presenta il match.
Bologna, la conferenza stampa di Italiano
Mister, cosa puoi dire rispetto a ciò che ha saputo fare il Bodo? «Il calcio norvegese è in grande crescita, basti pensare a ciò che ha fatto la loro nazionale. Non bisogna sottovalutare nulla, siamo in vantaggio di un gol, dobbiamo completare l’opera. Siamo al 51% noi, 49% loro. Stadio e atmosfera saranno fondamentali; la vittoria dell’andata ci ha permesso di costruirci dei vantaggi piccolini che ci siamo portati via da casa loro. Il Brann è una squadra che va affrontata con la massima attenzione. Sarà dura ma dobbiamo sfruttare il piccolo vantaggio che abbiamo.»
Lunedì vi siete liberati dalla maledizione Dall’Ara. «Se giochi bene e perdi devi trovare soluzioni, se giochi poco bene e vinci devi trovare soluzioni. Poi non avrei più risposte. Bisognerebbe fare entrambe ma bisogna al tempo stesso fare i conti con gli avversari, con gli infortuni. Perdiamo Heggem e Miranda che sono giocatori importanti. Si passa da alti e bassi perché si gioca giovedì/domenica e non è semplice, lo ribadisco. Vorremmo gioire alla fine perché possiamo fare bene in questa Europa League.»
Cosa ti aspetti da domani? «Mi aspetto una squadra (il Brann) che vuole osare qualcosina per mettere in pari il risultato. Vorranno alzare i ritmi e creare problemi. Dobbiamo essere bravi noi a sfruttare i loro possibili errori: sia all’andata che nel girone hanno dimostrato di essere una squadra di valore.»
Odgaard è una soluzione al centro d’attacco in questo momento o ala offensiva? «Jens in queste ultime uscite ha fatto le sue presenze e la titolarità. Odgaard non se lo è dimenticato nessuno, è al centro del progetto. Ho una fiducia incondizonata su di lui. In queste gare ho avuto bisogno di altro. Lo vedo come mezzala offensiva. Domani decideremo sul suo impiego.»
La situazione di Heggem e Lykogiannis? «Heggem non sta al 100%, può essere convocabile, può andar dentro a dare una mano ma spero che non accada. Lyko sta intensificando il lavoro, tra poco lo riavremo in gruppo. Miranda nello scatto per fare gol nella partita contro l’Udinese ha sentito dolore e si è infortunato. Domani adatteremo qualcuno a sinistra tra Nadir e Joao. Stringiamo i denti anche in queste situazioni, come già fatto in passato.»
Helland, come procede il suo inserimento?«Helland lo avevamo già anticipato per quanto riguarda la lista. Abbiamo optato per avere un uomo in più davanti nella batteria offensiva. La malasorte fa brutti scherzi: se ci fossimo privati di un attaccante magari si sarebbero fatti male davanti. Togliamo un difensore e rimaniamo con 4 centrali e si fanno male i difensori. Il ragazzo lo sapeva, ne avevamo parlato; è un patrimonio del Bologna e mi dispiace per lui, ha molto entusiasmo e voglia di giocare.»
Del Brann temi di più fisicità o organizzazione di gioco? «Nelle partite dove ci si gioca il tutto per tutto io temo questi avversari. Arriveranno qui solo ed esclusivamente con il pensiero di essere aggressivi. Sono organizzati, vengono uomo su uomo, il loro portiere inizia il gioco e muove la palla per primo: dovremo essere bravi a limitarlo. Non sono attrezzatissimi fisicamente. Quando saremo noi in possesso possiamo far male alla squadra avversaria.»
Castro è indubbiamente on fire. Quarta di fila da titolare? «Non so. C’è tanta gente non abituata a giocare così tanto. Si fa fatica a recuperare giocatori che hanno speso tantissimo. Temevo su Miranda e Heggem che puntualmente si sono fatti male. Alcuni recuperano più velocemente rispetto ad altri. Va curato anche l’aspetto mentale che aiuta in questi casi. Lì davanti chi giocherà dovrà trascinarci. Come Santi o Berna che tira il rigore decisivo.»
Mister su Bernardeschi c’è ancora margine di miglioramento? «In questo momento c’è ancora margine ma prima di farsi male era arrivato ad un livello importantissimo, di qualità e continuità. Era in una condizione strepitosa. Fisicamente lui è un animale. I ritmi e la velocità che servono in Europa li ha riassorbiti. Ha giocato in grandi squadre, è un campione d’Europa, ha ricoperto molti ruoli; penso che possa ancora crescere dopo quell’infortunio che non ci voleva.»
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