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Bologna-Lazio, esordio amaro: serve pazienza, ma il mercato corre

L’esordio di Domenico Tedesco: segnali positivi, lacune e l’enigma di Jonathan Rowe

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Cambiaghi durante Bologna-Lazio (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)
Cambiaghi durante Bologna-Lazio (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblù)

Il primo Bologna ufficiale di Domenico Tedesco, numeri alla mano, non meritava di perdere contro la Lazio. Se è vero che carta canta, la formazione rossoblù ha creato più occasioni rispetto a quella biancoceleste. Ma, come spesso accaduto anche in passato, non è riuscita a concretizzarle.

Serve tempo: una squadra alla ricerca della sua identità

Sono tanti i segnali, positivi e negativi, che hanno caratterizzato la partita. Il primo, il più chiaro, è che servirà ancora tempo al nuovo allenatore per trasmettere le proprie idee ai giocatori. Ieri sera è sceso in campo un Bologna senza tratti distintivi marcati, ancora alla ricerca di solidità e quadratura. I segnali rassicuranti ci sono, ma serve pazienza.

Bologna-Lazio, tra note positive e dolenti

Il centrocampo è il reparto da cui sono arrivati minori segnali positivi: ottima la precisione dei passaggi (92%), ma poco ritmo e inventiva. Al Bologna è mancato il cambio passo, lo strappo, la capacità di creare superiorità numerica. Non tanto un limite di qualità, quanto più una questione di feeling tra i reparti ancora da affinare.

Da migliorare anche l’intesa tra la coppia dei centrali, Heggem ed Helland, così come l’incisività sulle fasce di Zortea e Holm, ancora lontano dalla sua miglior versione. La nota positiva della partita è Roberto Piccoli. Incisività, combattività e partecipazione, tutte caratteristiche che ha dimostrato di avere già dai primi minuti in campo.

Roberto Piccoli (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)

Roberto Piccoli (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)

Calciomercato, sei giorni per definire la squadra

A complicare il quadro c’è la grana mercato. Come scrive Emilio Marrese nell’edizione odierna di Repubblica, cedere Jonathan Rowe sarebbe incomprensibile anche ai più comprensivi. Senza dubbio il giocatore più elettrico della squadra, un pezzo da novanta, il cui futuro dipende da “questioni economiche”. Se il Bologna dovesse cedere anche l’inglese, la quota di sacrifici estivi diventerebbe pesante e ripartire con altre “scommesse” rischierebbe di aumentare le incognite per una squadra che invece ha bisogno di certezze.

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