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Bologna e l’aumento esponenziale delle spese per i procuratori: i dati

Il Bologna ha toccato nel 2025 il punto più alto della sua storia recente per spese ai procuratori: un dato che racconta la crescita del club.

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L'undici iniziale di Bologna-Brann (© Bologna FC 1909)
L'undici iniziale di Bologna-Brann (© Bologna FC 1909)

Il Bologna continua a crescere fuori dal campo, ma non . Lo raccontano i dati pubblicati dalla FIGC e poi riportati da Transfermarkt sulle commissioni versate ai procuratori nel 2025: il club rossoblù ha toccato quota 12 milioni di euro, cifra mai raggiunta prima e sufficiente per entrare nella top 10 italiana.

Procuratori in Serie A: un peso (e un costo) che cresce sempre di più

Nella classifica relativa al solo anno solare 2025, il Bologna occupa il nono posto assoluto alle spalle delle big storiche del campionato e di un Como particolarmente aggressivo sul mercato. Davanti ai rossoblù ci sono infatti Juventus, Napoli, Milan, Inter, Roma, Como, Atalanta e Fiorentina, mentre alle spalle – decima in top 10 – la Lazio. Insomma, a parte il Como, tutti club tradizionalmente presenti nelle zone europee.

Logo Europa League (© Depositphotos)

Logo Europa League (© Depositphotos)

Quanto ha speso il Bologna negli ultimi cinque anni

Il dato più significativo, però, è un altro: quei 12 milioni segnano il record assoluto nella storia recente del Bologna per quanto riguarda le spese legate ai procuratori. Anche questo dato è espressivo di come il club abbia alzato il livello delle proprie ambizioni.

Le commissioni ai procuratori non sono più una spesa secondaria, ma una voce sempre più centrale nei bilanci dei club. Se le grandi squadre investono da anni cifre elevate per assicurarsi giocatori, rinnovare contratti e battere la concorrenza, oggi anche realtà come il Bologna stanno seguendo la stessa strada.
Per restare competitivi, trattenere i propri talenti e convincere profili di livello superiore, bisogna accettare costi sempre più alti anche fuori dal campo, o almeno questo è il messaggio mandato dal sistema attuale in Serie A.

Joey Saputo, durante Bologna-Lazio, a nove giornate dalla fine (@Damiano Fiorentini)

Joey Saputo, durante Bologna-Lazio, a nove giornate dalla fine (@Damiano Fiorentini)

Bologna e le spese per i procuratori: il prezzo delle ambizioni

Negli ultimi anni il Bologna ha cambiato status. È diventata una realtà in grado di competere per l’Europa, attirare giocatori di livello superiore e difendere i propri talenti sul mercato. Tutto questo, inevitabilmente, comporta costi maggiori anche sul fronte delle intermediazioni.

Basta guardare il dato aggregato degli ultimi cinque anni: il Bologna ha speso complessivamente 46 milioni di euro in commissioni agli agenti. È il nono valore più alto in Italia, praticamente in linea con il Genoa (46,1 milioni) e davanti a una società da sempre molto attiva sul mercato come l’Udinese.

Il confronto con le big è naturalmente ampio: la Juventus guida con 169,3 milioni complessivi, seguita da Inter a 128,5 e Roma a 100,2. Ma il Bologna si è ormai stabilmente inserito in quella fascia immediatamente successiva, insieme a club come Fiorentina e Atalanta.

In una stessa direzione…

Oggi il potere negoziale degli agenti è cresciuto e pesa sempre di più nelle trattative. Restarne fuori significherebbe rischiare di perdere terreno rispetto alle concorrenti: per questo anche il Bologna, volente o nolente, si trova a giocare una partita economica molto diversa rispetto a quella di pochi anni fa. E le commissioni agli agenti sono una conseguenza inevitabile di questo percorso.

La vera sfida, per il futuro, sarà mantenere quell’equilibrio che al Bologna piace tanto, tra competitività e sostenibilità. Perché spendere di più può essere il segnale di una crescita, ma soltanto se accompagnato da risultati sportivi e valorizzazione del patrimonio tecnico.

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