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Bologna-Roma, l’ira di Rowe: il pié veloce per puntare l’Europa

L’inglese è la chiave tattica per sconfiggere i capitolini e avvicinare il sogno europeo: sabato il Dall’Ara si affida a Rowe, il rimpianto giallorosso pronto a rifarsi giustiziere

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Jonathan Rowe
Jonathan Rowe (©Damiano Fiorentini)

Al di là delle dichiarazioni sconsolate di Italiano dopo la sconfitta rimediata in Juventus-Bologna, l’aritmetica rifiuta di considerare concluso anzitempo il campionato dei Rossoblù.

La sesta o la settima (qualora l’Inter alzasse la Coppa Italia) sono le posizioni da insidiare, ma il sogno europeo passa necessariamente da una grande prestazione in Bologna-Roma. Un match per il quale Jonathan Rowe, boia dei giallorossi in Europa, ha già levato gli scudi.

Rowe: la criptonite rossoblù

In una sola delle gare disputate tra Bologna e Roma, Jonathan Rowe non è risultato decisivo, e il motivo è presto detto: appena atterrato nella Turrita, non era ancora convocabile. Circa le altre due sfide, prima ancora delle prestazioni, parlano i numeri: 1 gol e 2 assist per il passaggio del turno che ha estromesso una delle papabili vincitrici dell’Europa League.

L’inglese ha dimostrato di essere vera e propria criptonite per la difesa di Gasperini, che soffre lo strapotere delle sue fibre bianche. I capitolini non sembrano avere contromisure ai suoi sordini inserimenti e alle sue conduzioni celerrime, capaci di fendere le linee come una lama il burro.

Per abitudine e caratteristiche, i difensori giallorossi tendono ad accompagnare la corsa di giocatori simili anziché aggredirli; spesso evitano persino il contrasto sul tiro, pur di non sporcare la traiettoria a Svilar, scommettendo tutto sui suoi riflessi.

Questo atteggiamento, in maniera quasi rugbistica, concede agli avversari metri preziosi con pochissimo sforzo: concessioni fatali per uno come Rowe che, giunto al limite, può colpire mortiferamente, proprio come accaduto nella gara di ritorno.

Anche la voracità nei recuperi alti è una risorsa cruciale: nascono così i gol di Bernardeschi all’andata e di Castro al ritorno, imbeccati dall’inglese dopo aver sradicato il pallone dai piedi giallorossi.

Quella di Rowe non è dunque un’arma segreta, bensì regolarmente registrata e segnalata, ma non per questo meno letale.

Rowe e il retroscena di mercato tra Bologna e Roma

La predilezione di Rowe nel predare la Lupa non può non seminare zizzania a Trigoria, dove l’aria è già viziata da diverse tensioni latenti.

L’inglese ne è certamente una concausa lampante, rappresentando un rimpianto bruciante di Massara: nell’estate del 2025, dopo il litigio con Rabiot che è costato a entrambi i calciatori l’esilio dal Marsiglia, i suoi agenti infatti lo avevano offerto proprio alla Roma.

Gasperini cercava un profilo con quelle caratteristiche per la trequarti sinistra, ma l’affare sfumò quando il tecnico giallorosso decise di intestardirsi su Jadon Sancho, lasciando campo libero al Bologna.

Il resto è storia: l’inglese si è accasato sotto le Due Torri, mettendo a referto 38 presenze, 7 gol e 4 assist, divenendo così la fortuna dei rossoblù e l’incubo ricorrente dei capitolini.

Mentre già si rincorrono le voci su una sua possibile partenza in estate, il presente reclama concentrazione. È ancora presto per i saluti: sabato il pubblico del Dall’Ara si aspetta l’ennesimo lampo dal suo pupillo: un’altra scorrazzata del pié veloce per tentare di traghettare il Bologna verso l’Europa.

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