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Bologna & Serie A – Il tempo effettivo aumenta

La Serie A cambia volto: le nuove regole impattano concretamente sul miglioramento del tempo effettivo di gioco

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Cambiaghi durante Bologna-Lazio (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)
Cambiaghi durante Bologna-Lazio (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)

In seguito all’ufficializzazione delle nuove regole previste per la stagione sportiva corrente, molti addetti ai lavori si erano detti entusiasti per ciò che le norme avrebbero apportato. Innanzitutto, il miglioramento intrinseco al tempo effettivo e alla qualità del tempo in campo. In secondo luogo la ‘punizione’ per chi avrebbe tentato di perdere tempo attraverso i tanti sotterfugi che popolano il nostro calcio, perlopiù accentuando i contatti o fingendoli direttamente. Il dato, riferito alla prima giornata di Serie A 2026-2027 conferma le previsioni: si è giocato di più e, conseguentemente, si è perso meno tempo.

Rispetto alla prima giornata dell’annata precedente si è passati da da 53 minuti e 3 secondi di tempo effettivo agli attuali 57 minuti e 57 secondi. Il fanalino di coda è stata proprio la partita del Dall’Ara, che per un secondo (rispetto a Frosinone-Juventus) chiude all’ultimo posto per tempo effettivo con i suoi 49 minuti e 11 secondi di gioco.

Bologna, le novità della nuova Serie A

In Bologna-Lazio l’arbitro Maresca ha applicato uno dei nuovi 5 regolamenti, facendo uscire dal terreno di gioco per 1 minuto Cambiaghi e Frattesi, che erano rimasti a terra per dei contatti. Entrambe le decisioni hanno fatto storcere il naso a molti, vista la manata di Dele-Bashiru nei confronti dell’esterno rossoblù e del contatto tra l’autore del gol e Ferguson. Anche Palmisani (portiere del Frosinone) ha sperimentato le nuove regole. L’estremo difensore frusinate ha ritardato il rinvio dal fondo ed è stato così concesso un calcio d’angolo in favore della Juventus.

Gli arbitri in questo primo turno di Serie A hanno fischiato meno. È vero, una rondine non fa primavera, ma la direzione arbitrale corre spedita verso quella che potremmo definire ‘inglesizzazione’ del modello regolamentare. Si rischia di lasciar correre troppo, ma aumentando il tempo effettivo e giocando di più, favorendo la spettacolarizzazione e l’agonismo dell’evento. Non è tutto perfetto ciò che accade al di là della Manica, ma difficilmente i calciatori crollano a terra per dei micro contatti, perché sanno che nessuno interverrà per fermare l’azione degli avversari.

Com’è andata la prima giornata

Nella prima giornata di questa Serie A, il pallone è rimasto in gioco per il 59,7% del tempo totale, rispetto al 55,2% andato in scena un anno fa. Insomma, da qualsiasi punto di vista lo si guardi, quello circoscritto alle prime dieci partite è stato un successo. Addirittura quattro partite hanno sfondato i 60 minuti di tempo effettivo. Inter-Monza (60′ 27”), Udinese-Como (61′ 13”), Genoa-Napoli (62′ 43”) e Atalanta-Sassuolo (64′ 50”). Con buoni dati troviamo anche Parma-Cagliari (58′ 54”), Venezia-Lecce (57′ 58”), Torino-Milan (57′ 42”) e Roma-Fiorentina (57′ 24”). Chiudono il tabellone Frosinone-Juventus (49′ 12”) e Bologna-Lazio (49′ 11”).

Va ribadito il concetto centrale di questa inversione di tendenza, ovvero la collaborazione tra società e associazione degli arbitri; Maresca non è stato impeccabile nella prova offerta ieri in quel di Bologna, fermando spesso il gioco senza fischiare quando sarebbe stato corretto farlo. Nella Serie A 2026-2027 andranno limati gli errori che appartengono (forse definitivamente) al passato.

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